L’Atral non invia i biglietti ai rivenditori e beffa i viaggiatori, la protesta di un lettore

di Redazione – Ancora disagi per gli utenti che ogni giorno utilizzano i mezzi pubblici per spostarsi in città. Questa volta non parliamo di scioperi o ritardi, ma della difficoltà di reperire i biglietti per salire sugli autobus Atral. Secondo quanto ci ha segnalato in una mail molto indignata l’architetto Nicola Palmiero i rivenditori non sono riforniti dall’azienda dei biglietti e quindi i viaggiatori sono costretti a comprare i ticket a bordo degli autobus con una maggiorazione di 70 centesimi.

Un vero e proprio “ladrocinio istituzionale” come lo definisce questo utente che, non essendo di Latina, si è sentito doppiamente imbrogliato da questo modus operandi, cui magari i pendolari pontino sono rassegnatamente abituati.

“Una vergogna”, “Cosa da terzo mondo” sono le parole che il nostro lettore utilizza per descrivere questa situazione che di certo non è lusinghiera per la nostra città.

Riportiamo qui di seguito lo sfogo che  Nicola Palmiero ci ha inviato via mail:

Stamane (giovedì 13 marzo ndr) sono partito da Napoli con il treno e sceso alla Stazione di Latina Scalo alle 9,25 circa. Non essendo cittadino di Latina ed era la prima volta che venivo in questa città, appena sceso dal treno sono andato al tabacchi della stazione per comprare il titolo di viaggio per il Trasporto Pubblico Locale dalla Stazione al centro della città. Il Gestore dell’esercizio mi ha risposto che l’azienda da qualche giorno non l’aveva fornito de biglietti e che comunque potevo acquistare il titolo di viaggio direttamente a bordo del bus. Mi sono quindi recato alla fermata del bus e ho chiesto il biglietto. L’autista del bus targato LT 500100 della società ATRAL mi ha dato un biglietto del costo di € 1,50 a fronte di quello ordinario di € 0,80. Ho prontamente protestato per il raddoppio dell’importo per cause non dipendenti da me e da tanti altri viaggiatori anch’essi costretti a pagare un sovrapprezzo per un disservizio creato dall’azienda stessa.

L’autista non ci ha per niente degnato di ascolto, anzi ci ha confidato che era meglio pagare il biglietto maggiorato che poter incorrere in sanzioni più elevate se fosse salito a bordo il personale ispettivo.

Pertanto, almeno una trentina di persone, siamo state vittime di un autentico ladrocinio istituzionale organizzato e perpetrato nei confronti di onesti viaggiatori per l’inefficienza della Pubblica Amministrazione incapace di dotare i punti di vendita dei titoli di viaggio del TPL.

E’ una vergogna approfittarne, in tante città i biglietti possono essere acquistati anche presso erogatori automatici oppure anche tramite SMS, a Latina invece dobbiamo affidarci al Pony Express che deve fornire gli esercizi abilitati. Cosa da terzo mondo. Se il Pony si ammala non ci sono biglietti, o vai a piedi o paghi “Il Pizzo” della maggiorazione.

Se il disservizio si sarà prolungato per tutta la giornata e se già presente da giorni l’ATRAL avrà fatto il pieno a scapito della cittadinanza. Saluti”

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