L’emergenza c’è, è tangibile, si muove tra quei numeri, contenuti nel bollettino ufficiale della Asl di Latina, che continuano a non calare.

Il Coronavirus ha ripreso la sua corsa camminando sulle game di chi non rispetta le regole, che usa poco o male la mascherina, che non evita gli assembramenti.

Feste, cerimonie, incontri di famiglia sono diventati i nuovi focolai. Una situazione che se non arginata per tempo rischia di portare all’applicazione di lockdown locali e a chiusure cosiddette chirurgiche.

A destare maggiore preoccupazione sono quei Comuni dove il numero dei positivi non accenna ad arrestarsi. In particolare, oltre a Latina, si tratta di Aprilia, Cisterna, Itri, Formia, Roccagorga, Sezze e Sabaudia i cui sindaci sono convocati proprio in questo incontro per fare il punto della situazione alla presenza del prefetto Maurizio Falco e del direttore generale della Asl, Giorgio Casati.

Proprio nell’area nord l’emergenza è al limite. Aprilia e Cisterna, a differenza di Latina, sono in fascia rossa.

Per evitare il peggio non esiste alcuna soluzione se non l’applicazione del pugno duro. Una stretta verso chi non rispetta le misure di prevenzione e tolleranza zero verso feste sia in locali privati che in luoghi pubblici.

L’appello si fa più stringente per tutelare le persone più fragili. Nelle Rsa dove, come dimostra quanto accaduto in questi mesi, è fondamentale ridurre al minimo visite e contatti.

Intanto è stato approvato dalla Regione il provvedimento per sottoporre al test sierologico tutti gli ospiti di queste strutture per evitare nuovi, drammatici, focolai.

Saranno inoltre aumentati i drive in e le postazioni mobili grazie all’assunzione di 40 nuovi infermieri da destinare agli ospedali della provincia. Al Goretti il reparto Covid è stato riaperto e il numero dei posti letto sarà raddoppiato nei prossimi giorni.