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Lungomare di Latina (foto di Gianluca Di Cocco)

Il Coronavirus sta travolgendo come uno tsunami l’economia non solo a Latina e provincia ma a livello nazionale. I fatturati delle aziende, soprattutto in aalcuni settore traino come il turismo, la ristorazione, ma anche l’organizzazione di eventi e i relativi indotti sono stati praticamente azzerati.

Migliaia di aziende stanno chiudendo, altrettante hanno già abbassto le serrande, altre cercano di modificarsi e di reinventarsi adeguandosi a questo radicale cambiamento.

In un territorio come quello di Latina preparare ogni azione che potrebbe contribuire ad un reale piano di rilancio economico, partendo proprio da quello che è sempre stato uno dei motori economici, come il turismo, è un imperativo imprescindibile.

Una delle caratteristiche del settore turistico è la sua stagionalità che può essere gestita attraverso politiche di destagionalizzazione turistica che consentano la redistribuzione dei flussi su periodi diversi o più lunghi. Possiamo – spiega il portavoce comunale di Fratelli d’Italia a Latina, Gianluca Di Cocco – dire che esiste un mercato fuori dalla stagione principale, più piccolo ma con un grande potenziale di crescita su cui investire per la sostenibilità dell’intero fenomeno. Latina per le sue caratteristiche  potrebbe avere un ruolo alquanto significativo nel palcoscenico di tale “economia””.

Questo non significa proporre a una famiglia che vuole andare al mare in luglio di andarci a novembre, ma di costruire un’offerta per attirare flussi con altre motivazioni in altri periodi e non vivere di un’unica stagionalità.

“I prossimi mesi non saranno facili. Con il 90% di cancellazioni durante l’estate possiamo dire che la stagione che pesa per oltre il 60% delle prenotazioni annuali, rischierà fortemente anche per il futuro di non esistere e bisogna ragionare su come salvare quello che resta. Bisogna quindi destagionalizzare il servizio attraverso un ripensamento dell’offerta turistica con uno sforzo comune offrendo formule di turismo lento e sostenibile, responsabile ed eco-culturale, enogastronomico e del benessere. In sintesi, non si può aspettare la prossime estati”.

Come? “Partendo dal potenziare il  turismo balneare dando certezza – continua Di Cocco – nelle proroghe e cercando di rimediare da subito allo scempio ultimo del piano utilizzo arenile. Non si può pensare di dare servizi eccellenti, specialmente se vogliamo destagionalizzare con superfici così ridicole come sono oggi quelle delle attuali concessioni”.

Esiste poi un turismo culturale, da organizzare e valorizzare assieme agli altri comuni che con nuove offerte come quello naturalistico che comprende aree naturali, riserve marine, attività montane, agriturismi e aree rurali, può trasformarsi concretamente in un volano per rilanciare in futuro l’economia.

“Ovunque, si stanno valorizzando i sistemi turistici territoriali per creare sentieri nella natura, attività didattiche e ricreative – conclude Di Cocco – nelle masserie per far apprezzare e riscoprire le risorse e l’identità dei luoghi. Noi non possiamo attendere più”.