lunedì 17 Gennaio 2022

Latina torni Littoria, depositate 1.251 firme per il referendum: così la riconciliazione con il passato

Latina torni a chiamarsi Littoria, questo chiede il Movimento “Mi chiamo Littoria”, che oggi ha consegnato in Comune una relazione e 1.251 firme di cittadini di Latina, o di Littoria, che chiedono il ripristino del nome originale. La data di consegna, 30 giugno, non è casuale, ma coincide con gli 85 anni dalla posa della prima pietra per la costruzione della città, avvenuta per l’appunto il 30 giugno 1932. Le motivazioni, contenute nella relazione, sono state spiegate dai tre promotori dell’iniziativa, Generale Euro Rossi, Avvocato Simone Di Leginio e Ingegnere Giuseppe Viglialoro. Questa la premessa: “Non siamo dei nostalgici”, e infatti, tornare al nome originario non è un modo per guardare indietro, ma per ricucire con un passato che qualcuno vuole cancellare.

“La nostra proposta nasce con l’obiettivo di far riconciliare la cittadinanza con il passato – ha spiegato Euro RossiLa cittadinanza deve essere orgogliosa delle sue radici ed esaltare il senso di appartenenza del territorio che deve essere pacificato da fatti e avvenimenti che tendono a dividere. Dobbiamo uscire da steccati ideologici che ci ingessano e ci condizionano. Non vogliamo riscrivere la storia – ha aggiunto – ma esaltare il suo valore quale scrigno di fatti ineluttabili che si sono succeduti e non si possono cancellare”. Euro Rossi si è poi soffermato sul nome Littoria, che richiamava il fascio littorio, simbolo esaltato persino nelle monete degli Stati Uniti e che rimanda agli antichi romani, ma che qui, in Italia, è associato al regime fascista. “Vogliamo che da qui parta un segnale forte e di riconciliazione nazionale. Il fascismo come il comunismo sono il passato ma non dobbiamo dimenticare chi con sforzo e fatica ha costruito la città”

L’avvocato Simone Di Leginio ha spiegato qual è la proposta: non solo il cambio di nome netto, da Latina a Littoria, ma anche un’alternativa più soft: l’equiparazione giuridica, formale e sostanziale dei nomi Latina e Littoria, e introdurre la dicitura “Comune di Latina già Littoria”, e chiamare per due giorni la città Littoria. Quando? Il 30 giugno giorno di posa della prima pietra, e il 18 dicembre, anniversario dell’inaugurazione. “La nostra proposta – ha detto Di Leginio – è finalizzata a riconciliare e non a dividere. Il nostro scopo è che a distanza di anni queste due identità possano ricongiungerci”.

“Stiamo cercando di innescare la storicizzazione del passato – ha detto invece l’ingegnere Giuseppe Viglialoro, – La nostra proposta media per quelle che sono le esigenze di Latina con la nostra identità storica. Non è una carnevalata, ma serve ai giovani per capire da dove proveniamo e questo in maniera didattica e senza nessuno scopo politico”.

La consegna delle firme, è solo un primo passo, poi il Comune dovrà esaminare la pratica, dare una risposta, ed eventualmente sarà chiamato il Consiglio Comunale a pronunciarsi prima dell’indizione del referendum.

Il movimento “Mi chiamo Littoria” ci crede e vuole fare quello che non è stato fatto nel 1945: dare la possibilità agli abitanti di esprimersi sul nome, perché, aggiungono, Latina è stata la sola città di fondazione a cambiare nome, con una decisione presa dal podestà in un momento in cui era anche sfollata. Con il referendum per la prima volta saranno i cittadini a pronunciarsi. Senza rancore, e soprattutto, senza nostalgia.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo è parte della redazione di LatinaQuotidiano dal 2014. Qui ha alimentato la sua passione per il giornalismo, l'informazione e il web. Nei suoi studi figurano una laurea in Editoria Multimediale e Nuove Professioni dell'Informazione e un master in Web & Social Media Marketing.

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