Pianificazione, programmazione e basta con interventi spot che dimostrano l’insussistenza di qualsivoglia visione della città.

Questo in sintesi l’intervento del capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale a Latina, Nicoletta Zuliani.

Lo spunto è fornito per il progetto di un centro culturale polifunzionale che andrà a sostituire l’ex cinema Giacomini.

“Ritardare scelte importanti, come la pianificazione di interventi sul territorio e nel nostro caso la revisione dei piani particolareggiati esecutivi, porta a subire le scelte altrui, e questo è inaccettabile da parte di chi governa un territorio. I casi di Q3, via Roccagorga ed ora il Giacomini sono la conseguenza di una “non scelta” che di fatto diminuisce la sovranità dei cittadini e costringe ad interventi spot, scelte limitate e, come nel caso di Q3 e Giacomini, dettate da istanze di privati, invece che frutto di una pianificazione dallo sguardo ampio e generale”.

Secondo la Zuliani per quanto concerne il Giacomini, i nodi da sciogliere sono due.

Il primo riguarda la volontà di trasformare i locali fino a poco tempo fa adibiti a cinema, il secondo se sia possibile farlo.

A dicembre 2019, la giunta guidata dal sindaco Damiano Coletta aveva approvato, con apposita delibera, la proposta avanzata dalla proprietà.

“La prima domanda ci impone di guardare alla città tutta, e non solo ad una porzione, quindi ci obbliga ad un ragionamento ampio su come la nostra città si stia trasformando mostrando esigenze diverse, di trasformazione di funzioni che si evolvono. Su questo ragionamento, purtroppo, registriamo da tempo un ritardo dannoso: la revisione dei Ppe avviata solo di recente non porterà effetti immediati, e i privati, giustamente, avanzano le loro proposte e le loro istanze. Le risposte, al di fuori di un quadro generale definito, possono essere solo risposte particolari”.

La seconda domanda impone, invece, di verificare se il quadro normativo consente di apportare modifiche.

“Da un’attenta lettura del parere fornito dalla Regione Lazio al Comune rispetto alla questione Giacomini, non si evince l’ok della Regione al cambio di destinazione d’uso che l’intervento comporterebbe. O meglio, il Comune non esplicita nella richiesta – spiega – del parere alla Regione, che l’edificio in questione ricade in una zona della città che la norma esplicitamente non ammette per i cambi di destinazione d’uso in quanto zona “storica” della città. La norma vieta questi interventi a tutela della funzione culturale dei cinema e dei teatri, è evidente”.

Sarebbe necessario riformulare subito da parte del Comune la richiesta di parere alla Regione Lazio esplicitando bene, questa volta, dove l’edificio ricade.

“In questo modo, se la Regione dà parere favorevole, avremo reso l’intervento possibile non solo – conclude la Zuliani – per la nostra città, ma anche per tutti i gli altri comuni della Regione: un servizio di chiarezza e trasparenza per una comunità ben più grande”.