Servizio sosta a pagamento tra la scure del Consiglio di Stato e proroghe.

In mezzo le incognite, troppe, che riguardano i lavoratori.

La decisione dei giudici non arriverà prima di luglio 2020.

Intanto il Comune di Latina ha prorogato il servizio di Atral sino al primo marzo per poi passare la mano ad Sct group gestirà la sosta a pagamento, salvo rivedere il tutto dopo la decisione di merito.

“Rileggendo gli atti di gara e facendo semplici calcoli matematici appare evidente – interviene il portavoce di Fratelli d’Italia, Gianluca Di Cocco – che la potenziale aggiudicataria Sct, difficilmente sarà mai in grado di sostenere i costi previsti. Spero di sbagliare e di avere smentite ufficiali. I numeri contano. Un’offerta economica, in percentuale pari al 45,950%, su un incasso stimato nel triennio di concessione di 7.500.000,00 euro (2.500.000,00 annuo) al netto dell’Iva ed oneri di legge, come riportato nel disciplinare e nel capitolato speciale ha come conseguenza che l’aggiudicataria avrà un aggio di 3.446.250,00 euro“.

Una situazione che, come accaduto in analoghi casi precedenti, lascia molti dubbi sul tavolo.

“E’ lecito domandarsi, quindi, come può un’azienda privata che deve fare business, trarre degli utili da una gestione simile? In questi casi o si tagliano i servizi, o si tagliano i contratti dei lavoratori! Al contrario, servirebbero rassicurazioni scritte. Vorremmo capire come saranno tutelati tutti i lavoratori, comprese le unità in fascia protetta  e come saranno tutelati i loro “stipendi”. Attualmente – conclude Di Cocco – agli ausiliari al traffico, viene applicato il contratto di autoferrotranvieri, non vorremmo, ed è qui che chiediamo certezze che , per far quadrare i conti, vengano ridotte le ore lavorative dei dipendenti o applicando un contratto difforme dalla tipologia del lavoro, o ancora peggio il contratto Safi che diminuirebbe notevolmente la retribuzione di ogni singolo lavoratore”.