domenica 19 Settembre 2021
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Latina sopravvive nella classifica sulla qualità della vita. Giustizia, ricchezza e ambiente i risultati peggiori

Più grande, più completa, comprensiva di nuovi parametri.

E’ la classifica sulla qualità della vita stilata da Il Sole 24 Ore che, in occasione del trentesimo anno dalla prima edizione, ha aumentato anche le aree di indagine.

Rispetto al 2018 il numero di indicatori è aumentato da 42 a 90, divisi in sei macro aree tematiche che indagano altrettante componenti che contribuiscono a definire il quadro delle città in cui si vive meglio.

Latina rosicchia, in termini generali, qualche posizione e sale dal 72esimo posto dello scorso anno al 69esimo su 107 province italiane.

In tre decenni il miglior piazzamento per il territorio pontino risale al 1990 quando arrivò al 62esimo posto.

Il peggiore nel 1999 quando scese in fondo alla classifica posizionandosi al 95esimo.

L’obiettivo è quello di mettere in luce le località dove si vive meglio e quelle dove, invece, si concentrano le maggiori criticità.

Latina sopravvive poco sotto metà classifica senza riuscire a fare la differenza.

Le criticità che c’erano restano soprattutto per quanto concerne ambiente e servizi.

La raccolta differenziata non decolla, il decoro e la pulizia urbano sono ancora lontani dal raggiungere standard di qualità ed efficienza. Il verde pubblico è in balia degli eventi, sanità ed infrastrutture sono settori che restano al palo.

Tanto è che Latina ottiene per questo parametro una piena bocciatura scendendo al 98esimo posto in classifica.

Non va meglio sul fronte della ricchezza e dei consumi che colloca Latina all’81esimo posto, risultato peggiore della storia.

Per quanto concerne giustizia e sicurezza, su indicatori quali incidenti stradali, multe, rapine e indice di mortalità, non va meglio tanto che scende ancora fermandosi al 75esimo posto .

Premiati il tempo libero e la cultura pur non avendo un teatro operativo.

 

 

 

 

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