Qui tutto è grande, qui, d’improvviso, ci scopriamo giganti, enormi. 20.000 ragazzi allo stadio Francioni per ascoltare Calcutta da Latina, una città invasa da migliaia di persone e anche la natura pare cambiare rotta. Luigi Maschietto non è Calcutta ma un agricoltore pontino che ha raccolto un cocomero da 98 chili e 500 grammi, a uno sputo da un quintale. Dio mio che cose eccezionali avvengono in questo piano piatto che si scopre, d’improvviso, non banale. E quanta retorica uccide un cantante e un cocomero così grande che ha ragione Charlie Brown: “la notte di halloween il grande cocomero sorge nel campo di cocomeri che trova più sincero e spicca il volo portando doni ai bambini più buoni“.

Questa volta ad essere buona è una città così offesa dal minimalismo di ogni giorno, dalla mediocrità di riti ripetuti, banali, insignificanti.

Questa, amici miei, è la terra di Calcutta un ragazzo che fa cantare in 20.000 allo stadio ed è il campo più sincero dove è nato il grande cocomero.

Buona Latina, vista, questa volta, dal lato grande, grande come un cocomero