lunedì 30 Gennaio 2023

Latina rompa il silenzio e riparta dalla musica: promuoviamo il canto

di Lidano Grassucci – Alberto Moravia descriveva le città dell’agro pontino come “città del silenzio”. Per via di quella loro caratteristica unica di non avere dentro alcun rumore. Erano un quadro di De Chirico senza neanche gli “umanoidi” che quello abitavano. Vuote, ed il silenzio è la più grande iattura di queste comunità. Anche chi le “ama” presenta immagini di edifici, mai di persone, mai di rumore. L’isola pedonale, o Ztl fate voi, è quel silenzio.

Latina non suona. Se vogliamo cambiare dovremmo cercare il “suono” di questa città. Il rumore, la confusione di un mercato, di una banda che passa lungo le strade, un coro che fa sbattere davanti agli edifici razionalisti le arie della Patria perduta ma bella. Eppure Latina ha tanta musica dentro: il conservatorio, la fondazione del Campus, i cori delle parrocchie e non solo, le band dei ragazzi, il suono delle scuole di danza, ma tutto nascosto. Ovattato nelle segrete per non offendere il silenzio di Latina.

Dicono che la Ztl sia buona, taluni dicono sia cattiva, ma nessuno può negare che “sta zitta”. Facciamola parlare, portiamoci il suono, rompiamo il silenzio. Siamo in campagna elettorale, una classe dirigente sta per andare, comunque, a casa, una nuova si propone, tentiamo cose nuove. Sfidiamo la bellezza di Moravia che ha “sentito” il silenzio, facendo la città delle persone. Perché gli edifici feticcio sono nudi, la città-comunità di persone ha suono, frastuono, vita. A Piazza Roma i residenti hanno fastidio del rumore dei ragazzi dei pub, come i commercianti sotto i portici consideravano “chiassosi” i ragazzi che negli anni ’80 popolavano quel pezzo di città, li hanno cacciati. Ora quei ragazzi sono donne e uomini fatti, ma in centro città non vanno più e i negozi che volevano silenzio hanno il silenzio del vuoto, odore di morte. Portiamo il rumore a Latina. Abbiamo un conservatorio, un liceo musicale, ma nessuno ne raccoglie la sfida, e Tiziano Ferro è ricordato solo se fa il tifo per Latina, ma mai per onorare il suo cantare. Partiamo dal canto, vi prego.

di Lidano Grassucci – Alberto Moravia descriveva le città dell’agro pontino come “città del silenzio”. Per via di quella loro caratteristica unica di non avere dentro alcun rumore. Erano un quadro di De Chirico senza neanche gli “umanoidi” che quello abitavano. Vuote, ed il silenzio è la più grande iattura di queste comunità. Anche chi le “ama” presenta immagini di edifici, mai di persone, mai di rumore. L’isola pedonale, o Ztl fate voi, è quel silenzio. Latina non suona, non ha musica dentro. Se vogliamo cambiare dovremmo cercare il “suono” di questa città. Il rumore, la confusione di un mercato, di una banda che passa lungo le strade, un coro che fa sbattere davanti agli edifici razionalisti le arie della Patria perduta ma bella. Latina ha tanta musica dentro: il conservatorio, la fondazione del Campus, i cori delle parrocchie e non solo, le band dei ragazzi, il suono delle scuole di danza, ma tutto nascosto. Ovatatto nelle segrete per non offendere il silenzio di Latina. Dicono che la Ztl sia buona, taluni dicono sia cattiva, ma nessuno può negare che “sta zitta”. Facciamola parlare, portiamoci il suono, rompiamo il silenzio. Siamo in campagna elettorale, una classe dirigente sta per andare, comunque, a casa, una nuova si propone, tentiamo cose nuove. Sfidiamo la bellezza di Moravia che ha “sentito” il silenzio, facendo la città delle persone. Perchè gli edifici feticcio sono nudi, la città-comunità di persone ha suono, frastuono, vita. A Piazza Roma i residenti hanno fastidio del rumore dei ragazzi dei pub, come i commercianti sotto i portici consideravano “chiassosi” i ragazzi che negli anni ’80 popolavano quel pezzo di città, li hanno cacciati. Ora quei ragazzi sono donne e uomini fatti, ma in centro città non vanno più e i negozi che volevano silenzio hanno il silenzio del vuoto, odore di morte. Portiamo il rumore a Latina. Abbiamo un conservatorio, un liceo musicale, ma nessuno ne raccoglie la sfida, e Tiziano Ferro è ricordato solo se fa il tifo per Latina, ma mai per onorare il suo cantare. Partiamo dal canto, vi prego.

Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

CORRELATI

spot_img
spot_img