giovedì 29 Settembre 2022

Latina , Ranieri sbotta e rilancia. “Viale Mazzini è ancora lì, scelte operate con massima attenzione”

“Viale Mazzini è ancora lì. Il panorama urbano, lo skyline, è stato modificato perdendo la sua componente naturalistica ed ambientale che più delle altre componenti ha sofferto delle difficoltà di una corretta gestione e cura della città. Molti dimenticano che i cambiamenti climatici sono in atto e gli effetti non sono semplicemente i prevedibili futuri innalzamenti dei mari”.

Si apre così l’intervento dell’assessore ai lavori pubblici del Comune di Latina, Emilio Ranieri.

La decisione di tagliare gli alberi che costellano le strade principali di Latina, e non sono, ha sollevato numerose polemiche. Tante le domande rimaste inevase a partire da quella che riguarda la presa visione di soluzioni alternative.

“I pini purtroppo sono stati tagliati perché malati, insicuri e soggetti a fenomeni atmosferici e climatici che ricorrono con frequenze sempre maggiori e saranno rimpiazzati con altri alberi per dare un nuovo skyline che presenti anche nuove peculiarità civili, economiche e culturali. Latina non deve essere considerata statica, ferma ed immobile ma in continuo divenire”.

I pini, quindi, verranno rimpiazzati con altre specie che potranno evitare spiacevoli “isole di calore” dando un diverso utilizzo a quelle aiuole diventate negli anni delle vasche d’acqua putrida che ha portato alla morte delle radici dei pini.

“Il “fate qualcosa” che ho sentito già dopo la caduta dei primi pini si è concretizzato in un taglio che gli uffici hanno determinato dopo aver verificato tutte le diverse possibilità. Mi sento di difendere chi ha dovuto fare questa scelta e lo faccio perché chi si è occupato del Verde, ed in generale delle politiche ambientali negli uffici e nei partiti, in questa città è sempre stato ai margini di tutte le discussioni partitiche e delle scelte urbanistiche”.

Ranieri difende l’operato dell’amministrazione, tutta, non solo per la parte politica e rimanda ai mittenti, diversi, ogni accusa di immobilismo e disinteresse.

“Falsità come quella che “in tempi forestazione urbana…a Latina gli alberi li tagliamo e basta” non hanno diritto di menzione. Coloro che lo fanno mentono sapendo di mentire dimenticando che Latina con Upper ed altre piantumazioni sono stati previsti interventi, in parte già realizzati, che vanno nel senso opposto. Le politiche di decoro urbano e delle Green Cities si possono realizzare con l’aiuto di tutti. Per esempio, per viale Mazzini, che si potrebbe ripensare completamente copiando il disegno di viale Italia, smettiamola di dire che non ci sono le idee, piuttosto bisogna avere la forza di portare avanti le scelte”.

Non mancano le critiche verso chi, dall’alto del ruolo che ricopre, come nel caso del presidente dell’ordine degli architetti contesta senza rendersi partecipe del progetto di rilancio di Latina.

“Le idee si portano avanti in contesti collaborativi e partecipativi. L’Ordine degli architetti come tutta la rete delle professioni tecniche può e deve essere il motore del nascente Urban Center (Casa della Città) ma al momento gli Ordini non hanno sentito la necessità di partecipare in maniera istituzionale alla nascita dell’associazione e al suo sviluppo. Ci auguriamo che si possa rimediare a questa mancanza di condivisione. Ciò migliorerà il rapporto che auspichiamo possa far uscire la città da una visione miope, per parti e succube dell’architetto, dell’artista, o dello scrittore di turno che sono liberi di dare degli incapaci alla giunta ma che dovrebbe essere in grado di accettare un briciolo di confronto su una visione della città che potrebbe non essere molto distante dalla sua”.

Ranieri definisce Latina “una città poco incline al cambiamento, al lento progredire del tempo ma che nel giro di poco chiede all’amministrazione comunale di tagliare degli alberi pericolanti ed insicuri, di asfaltare tutte le strade, di rifare completamente tutti i marciapiedi distrutti dalle radici delle piante e dai frequenti scavi dei sottoservizi, di riparare le fontane dimenticate della Città delle Acque pensata da Cervellati, aprire il Mercato Annonario chiuso dal 2011, acquistare la Banca d’Italia “perché non deve andare ai privati” e solo per rimanere nel centro storico preservare l’asfalto dalla scellerata previsione di una zona pedonale così poco estesa che si scatena la “perdita d’identità” della città”.

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