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Sosta a pagamento sull’onda della polemica dopo la fine della fase di lockdown imposta dall’emergenza sanitaria.

Dopo una serie di contestazioni, non ultima quella avanzata da Fratelli d’Italia, a spiegare  cosa è accaduto è il capogruppo di Lbc, Dario Bellini.

A Latina la sosta, infatti, è tornata ad essere a pagamento da lunedì 18 maggio.

“L’intenzione politica dell’amministrazione era quella di prolungare la sospensione, ma con il nuovo decreto venivano meno i presupposti giuridici a copertura di tale scelta, che avrebbe potuto essere fatta, ma con il rischio di un contenzioso più che concreto e che abbiamo voluto evitare. Il gestore infatti con una lettera aveva esplicitamente – spiega Bellini – chiesto di riprendere a lavorare e, sulla base del decreto, era suo diritto farlo in quanto garantisce anche la ripresa di tale attività economica”.

Altro nodo quello riguardante gli uffici che ieri, 18 maggio, erano chiusi sollevando dissenso tra i cittadini.

“Gli uffici della sosta, per ticket e abbonamenti, hanno riaperto oggi i battenti, mentre fino a ieri sono rimasti impegnati nella riorganizzazione delle attività. Zero multe elevate e, per tutto il resto della settimana, gli operatori addetti solitamente al controllo resteranno impegnati nell’attività di informazione rivolta alla cittadinanza per comunicare la ripresa dell’attività. Dal canto suo, il Comune di Latina ha già chiesto all’azienda, a tutela degli utenti, quale modalità intenda seguire per permettere il recupero delle quote di abbonamento pagate e non utilizzate”.

Bellini non manca di rispondere con un pizzico di ironia all’attacco di Gianluca Di Cocco e Raimondo Tiero di Fratelli d’Italia su una scelta considerata “fuori luogo e poco attenta alle esigenze di cittadini ed imprese”.

“Appena un cenno merita la solita operazione propagandistica di una parte della minoranza,  che senza conoscere i fatti interviene pubblicamente dicendo che l’amministrazione di Lbc resta insensibile alla crisi delle attività commerciali dovuta all’emergenza coronavirus ripristinando la sosta a pagamento. Non dicono, Di Cocco e Tiero, che gli esempi di comuni da loro citati che hanno prolungato la sospensione della sosta, si avvalgono di una gestione di fatto pubblica, con società partecipate al 100% dall’ente comunale, situazione ben diversa da quella pontina dove a gestire è un privato,che ha vinto una gara d’appalto e che a sua volta ha personale dipendente da garantire”.