Giorgio Maulucci
Giorgio Maulucci

Sulla “spinosa” vicenda del concerto di Achille Lauro che sta tenendo banco nelle ultime ore arriva il contributo, contenuto in un post sulla sua sua pagina Facebook, di Giorgio Maulucci.

Simbolo della cultura made in Latina, già preside del liceo Classico nel capoluogo e mecenate di tanti giovani talenti in molti settori, Maulucci non ha peli sulla lingua.

“Estate Latina o delle meraviglie. Un programma faraonico, una sintesi a posteriori dell’esperienza da lui praticata nelle mitiche estati romane. C’è roba come si dice in gergo, forse in sovrabbondanza, tanta da stordire – spiega – una cittadinanza disabituata alla cultura, comunque, non coltivata debitamente dalle varie amministrazioni salvo le previste eccezioni. Parlo a titolo personale: Achille Lauro ce lo potevano risparmiare, d’accordo, “fa pubblico” ma avrei preferito Tiziano Ferro (salvo la disponibilità)”.

Il pensiero espresso da Maulucci non si distacca molto da quello dei cittadini di Latina che si sono scatenati sul caso “Lauro”.

“Sarò ignorante ma pagare profumatamente un Lauro (o un Mamud) mi sembra uno schiaffo a un qualsiasi, vero artista. 70.000 euro a Lauro? Li avrei investiti più produttivamente per la città. Premesso che la gente, specie d’estate, vuole divertirsi, ovunque e altrove, in frangenti così particolari quali sono quelli che stiamo vivendo e attraversando, personalmente, sarei per una salutevole austerity. E’ come se uno ha un agonizzante in casa e, contestualmente, organizza un pranzo con torta etc”.

La città è segnata da tante, forse troppe, criticità, tutte ancora tristemente rimaste senza alcuna risposta.

“Una città che piange, dove perfino le fontane non hanno più lacrime (acqua) per zampillare, le strade un disastro, una per tutte, quella per la stazione, una gimcana pazzesca, pure pericolosa. E’ indubbio che l’assessore Di Francia, forse per la prima volta in una città culturalmente supponente, ha esibito dei “quadri per un’esposizione” (bellissima musica di M&R,altro che Lauro!), mai prima d’ora esposti in così gran pompa. Lodevole l’attenzione alle periferie,all’ex cinema Enal di Latina Scalo (ve lo ricordate?), probabilmente in ripristino. Pregevoli film (niente a che vedere con alcuni di “Latina sotto le stelle”!).

Ma in fondo come sottolinea la risposta spetta ai cittadini a loro “l’ardua sentenza”.

“Alla cittadinanza l’ardua risposta, che senz’altro non mancherà purché si ricordi che l’effimero estivo dura come un sogno di una notte di mezza estate( e daie!). C’è solo da sperare che all’estate non segua un inverno del nostro scontento. Caro assessore, non sarò una “stella” ma vedi quante citazioni?! Sarò presuntuoso – conclude – ma io sono come la stella del salame: “le stelle sono tante,milioni di milioni, ma quella di Negroni vuol dire qualità”! A bien tot e, in una delle tue notti,ricordati di lei che Laura si noma (Scalabrini) e pur tanto di noma ma non ti loda!”.