Liliana Segre è testimone della Shoah, sopravvissuta all’orrore di Auschwitz, ebrea italiana colpita dalle leggi razziste. Porta sulla sua pelle il marchio di un orrore che ciascuno di noi deve fare in modo che non si ripeta.
Su questo non ci sono e non possono esserci dubbi.
Ma la polemica insorta sulla mozione della Segre per l’istituzione di una commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, ci è oggettivamente sfuggita di mano.
La scelta del centrodestra di astenersi dal voto in Senato è diventata la pietra dello scandalo.
L’astensione, che non è voto contrario tra l’altro, è stata trasformata, senza che ne avesse intenzione, nel simbolo del razzismo e dell’istigazione all’odio di quella destra, in primis Lega e Fratelli d’Italia, che sta crescendo nei consensi dei cittadini.
Il nazionalismo è diventato quasi una vergogna con un via vai di interpretazioni da far rabbrividire.
Qualcuno è arrivato a costruire dei veri e propri film secondo cui il nazionalismo sarebbe la radice del nazismo.
Forse una delle più grandi aberrazioni mai costruite considerato che due dei Paesi europei più nazionalisti al mondo, come la Francia o la Spagna, sono un meltin pot di culture, di razze, perfettamente integrate tra loro.
Il politicamente corretto ha strumentalizzato al vicenda piegandola, quella sì, a manifestazioni di odio nei confronti della destra.
I giornali si sono scatenati ma nessuno ha detto che anche Forza Italia e Lega avevano presentato proposte simili, ovviamente bocciate, dalla maggioranza.
Il razzismo e l’odio non si combattono con l’ennesima commissione.
Non si cancellano con la libertà di essere d’accordo ma solo sul pensiero unico ma dimostrando che la libertà, quella sancita tra l’altro dalla nostra Costituzione, significa esprimersi senza catene.
E fa sorridere che tutti i difensori della “commissione anti haters” siano tra i principali fautori di insulti, sui social, nei comizi, contro i giornalisti che non la pensano come loro.
Possiamo dare il via libera a dieci, cento, mille commissioni contro l’odio e il razzismo ma se non cambiamo il modo di agire ed interagire nella società nulla cambia.
Possiamo dare dieci, cento, mille cittadinanze onorarie alla Segre ma non basterà questo a cambiare una società che è incattivita dentro, che attacca, verbalmente e con violenza chiunque, spesso senza neanche portare tesi valide a sostegno, solo perchè non la pensa come loro.





