“Nel caso la provincia di Latina dovesse raggiungere la capienza massima dei contagiati Covid-19 al Santa Maria Goretti, pari a 186 unità, sarebbe necessario un ricovero altrove per la carenza dei posti letto: dal Lazio a fuori regione fino all’estero. Non bastasse, secondo il direttore generale della Asl di Latina non esistono strutture in grado di accogliere i pazienti Covid sul territorio”.

Questa la conclusione a cui i capigruppo rispettivamente della Lega e Forza Italia in consiglio regionale, Angelo Tripodi e Giuseppe Simeone, sono arrivati a seguito della visita effettuata questa mattina presso l’ospedale di Latina.

“Qual è stata l’organizzazione del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dal lockdown nazionale ad oggi? Dov’è il piano d’emergenza per un territorio in cui vivono oltre 570mila abitanti? Sotto il profilo della programmazione dal manager dell’Asl non ci dà alcun tipo di rassicurazioni. Zingaretti venga subito in aula perché né lui né Casati – spiegano Tripodi e Simeone – ci danno garanzie sul come fronteggiare questa emergenza”.

Dalla visita ispettiva di questa mattina presso l’ospedale Goretti di Latina non sembrano esserci state le necessarie rassicurazioni a fronte dell’emergenza in atto legata alla diffusione esponenziale del Coronavirus.

Obiettivo della visita chiesta e voluta da Simeone e Tripodi, alla quale hanno preso parte anche gli europarlamentari Salvatore De Meo e Matteo Adinolfi, nonché il capogruppo di Forza Italia al Comune di Latina Alessandro Calvi ed il consigliere comunale della Lega Vincenzo Valletta, era capire se esistesse una programmazione dell’emergenza alla luce dell’innalzamento della curva dei contagi anche nella provincia di Latina.

“Alla domanda su quanti sono ad oggi i posti letto attivi per l’emergenza Covid all’ospedale Goretti ci è stato risposto che ve ne sono 110 nel reparto Covid. Quanti sono i pazienti che si trovano al Pronto Soccorso, e per ognuno di essi da quanti giorni sono in attesa di ricovero presso il reparto Covid del nosocomio? A questo quesito è stato risposto che ci faranno sapere. Come s’intende reperire ulteriori posti letto? Considerando che se anche solo per il 5% degli oltre 2300 soggetti attualmente ‘in isolamento domiciliare’ si presentasse la necessità di un ricovero, avremmo non meno di un centinaio di altri malati da ricoverare? L’Asl ci ha riferito che la rete Covid si esaurisce al Goretti con circa 180 posti e non c’è possibilità di programmare ulteriori ricoveri – spiega il presidente della commissione regionale sanità, Giuseppe Simeone – in altri ospedali per mancanza di personale sanitario e ausiliario”.

In sostanza relativamente alle tre domande poste l’Asl ha fornito risposte solo parziali.

“Mi chiedo, come ci stiamo organizzando per la guerra? abbiamo le armi per poterla affrontare con la speranza di vincerla? La verità è che in guerra non si può aspettare. Confermiamo tutto il nostro sostegno al personale medico e infermieristico che con tanta abnegazione e spirito di sacrificio presta assistenza ai malati in condizioni sempre più difficili. Non altrettanto – conclude Simeone – possiamo dire del vertice dell’azienda sanitaria, che ad oggi non appare all’altezza della situazione”.