La politica degli annunci non dovrebbe trovare posto quando si parla di sanità, di servizi fondamentali per la vita dei cittadini.

Peccato che proprio per la rilevanza che il tema e il settore rivestono per la vita dei cittadini è su questo che gli annunci superano di gran lunga la triste realtà.

Ieri, si cita solo ‘ultimo caso, il consigliere regionale del Pd, Enrico Forte, ha annunciato che presto sarà pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Lazio il bando di concorso per l’assunzione di 7 anestesisti da destinare alla Asl di Latina.

Un passo avanti, nessuno lo nega, ma da chi dovrebbe, come i consiglieri regionali, governare i processi che riguardano proprio la sanità sarebbe stato utile dire che di anestesisti, in carenza cronica, ne servirebbero sei volte tanti.

Se si continua a far diventare il topolino una montagna, ad allertare la banda per fare cassa di risonanza a quello che a tutti gli effetti il minimo sindacale è evidente che si continui ad agire ignorando la realtà.

In questi giorni i nodo dell’emergenza che caratterizza il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina è tornato, in negativo, alla ribalta.

I medici e gli infermieri sono gravati da carichi di lavoro sovradimensionati rispetto alla pianta organica.

I pazienti sono costretti a letti di fortuna e qualcuno viene posteggiato in pronto soccorso anche per una settimana in attesa di un ricovero.

I bambini non hanno un “corridoio” preferenziale e sono costretti per una visita a passare tra persone con patologie diverse assistendo a situazioni che non dovrebbero neanche vedere.

Siamo arrivati ad una situazione talmente paradossale che la normalità diventa eccezionale, si battono le mani per un concorso che deve ancora essere pubblicato e che, date le lungaggini burocratiche, non troverà compimento che prima di qualche mese.

La politica dovrebbe gioire dei risultati raggiunti, non di quelli che, forse, potrebbero arrivare.

Dovrebbe decidere, programmare, agire per evitare che l’emergenza si trascini per decenni senza alcuna soluzione.

Dovrebbe spiegare, faccia a faccia, a chi ogni giorno vive e convive tra mille disagi che sette unità cambieranno il volto della sanità pontina.

Dovrebbe spiegare ai cittadini di Fondi e del comprensorio di riferimento perchè il San Giovanni di Dio sta morendo svuotato di personale e servizi ogni giorno.

Ma questa è utopia evidentemente.