Bernardino Quattrociocchi

La Facoltà di Economia del polo pontino dell’università La Sapienza continua a crescere.

Al centro delle iniziative lo sviluppo di percorsi formativi che pongono al centro gli studenti e le loro esigenze in un mondo che cambia sempre più velocemente.

Nasce così il corso di laurea magistrale, già inserito nell’anno accademico 2019/2020, in Economics, Management and Business Law, Sapienza Università di Roma, Faculty of Economics – Latina e il Master in International Finance and Economics (Mife) dell’Università Technische Hochschule Nürnberg Georg Simon Ohm di Norimberga.

“Gli elementi più importanti sono il doppio titolo, italiano e tedesco. Il double degree che – spiega il professor Bernardino Quattrociocchi, responsabile accademico della mobilità internazionale – abbiamo realizzato e firmato con il politecnico di Norimberga, una delle università più prestigiose sul panorama europeo ed internazionale”.

Il corso prevede esami e lezioni in lingua italiana ed inglese con sei mesi obbligatori presso il Politecnico di Norimberga.

“La cosa più interessante, quella che ci piace di più, è anche il collegamento – continua Quattrociocchi – con il mondo delle imprese con la possibilità di fare dei periodi di stage o di inserimento nelle aziende italiane o tedesche. Questo è il vero valore aggiunto di questo corso che pone Latina nel panorama delle eccellenze del nostro ateneo e, speriamo, anche di quello nazionale”.

Lo spazio formativo della facoltà di Economia di Latina sta ampliando i suoi confini dall’interno ma con uno sguardo fisso al futuro.

Molti studenti, infatti, possono con l’Erasmus ampliare la propria esperienza e mettersi alla prova in scenari culturali e sociali diversi.

“Nel corso degli ultimi anni anche grazie alla collaborazione e all’impegno dell’Ateneo e del Magnifico Rettore Eugenio Gaudio, abbiamo lavorato molto per mandare i nostri studenti in Europa, ad esempio in Francia, Germania, Spagna, Jugoslavia, e in alcuni casi anche in Inghilterra. Ora puntiamo ad attrarre studenti anche da contesti extraeuropei perchè crediamo molto nell’interscambio culturale. Con un pò di utopia – conclude Quattrociocchi – posso dire che l’Europa si fa anche nel nostro ateneo grazie a questo scambio continuo che rappresenta un patrimonio su cui i nostri ragazzi, le future generazioni potranno camminare”.