Il tappo al mercato coperto

Torno, perché non mi capacito, sul tappo agli ingressi del mercato annonario, il mercato coperto. Lavoro fatto, d’urgenza, domenica 23 dicembre, l’antivigilia di Natale. Urgente per cosa? Per il decoro urbano. Poi, passata la fretta, è rimasto il tappo e il vuoto.

I sanfedisti dell’amministrazione comunale di Damiano Coletta hanno annunciato che per quanto riguarda il “residuo umano” dell’operazione, quelli che dormivano lì, tutto era risolto erano al dormitorio, belli, placidi e calmi, forse felici,

Stranamente sono arrivate le proteste dei residenti dei palazzi sopra la galleria Cisa (20 metri dal tappo), per l’aumento di presenze di senza fissa dimora (ma non erano al dormitorio?).

Ora? Bisognerà chiudere la galleria Cisa. Serve urgente un altro tappo. (Ma a Capodanno non si toglievano i tappi?)

Fatto questo questi signori, gli indesiderati, si trasferiranno, dove già c’è una avanguardia, sotto i portici dell’intendenza di finanza in Piazza del Popolo che… andranno, naturalmente ed immediatamente, chiusi pure loro.

Così andremo avanti fino a quando non ci accorgeremo che ci siamo messi in galera da soli, ci siamo tappati dentro la nostra imbecillità.

I preti nella loro pietà, non vorrei essere in loro quando andranno davanti al loro principale, hanno già provveduto a sprangare le Chiese. Fanno eccezione Don Gianni Tony e don Luigi Venditti, stranamente sono setini e di pietà ne hanno 2000 anni di frequentazione.

E i partiti? Sono partiti nella loro inutilità. 

Naturalmente avremo decorose celle, e così la città nata senza mura avrà cancelli, e saremo contenti ma così soli, fantasmi asentimentali.