Latina è  un posto, non il posto.

Esiste una pubblicistica che ha difficoltà dopo la rotonda di Borgo Piave, esiste una politica compressa tra Rio Martino e via Gorgolicino.

Quella politica che chiede le terme a terme chiuse, l’aeroporto al tempo del treno veloce.

Una Latina chiusa che non vuol vedere, che viene raccontata per piccoli intrighi.

Ma è emersa, in questi giorni, anche una Latina diversa che guarda oltre il proprio naso, quella di Daniele Nardi, di Virginia Chimenti, quella dei ragazzi che si ostinano a studiare per avere la fortuna della conoscenza e non i “colpi di culo” dell’ ignoranza.

Quella che vede la movida nel mondo e la porta nel nostro mondo e la città trova il rumore che non ha mai avuto, o l’ostinazione di Carmela Cassetta a difesa dei Saharawi.

Un mondo che fa la sua nel mondo e non si racconta storie di un piccolo mondo antico mai esistito.

La Latina che fa paura perche’ si ostina e se Coletta l’ ha delusa, ricomincia.