candidati confronto
Il pubblico presente in un confronto fra candidati sindaco al Circolo Cittadino

Ma? Ma il comizio? Si quella prova in cui il candidato sfidava la piazza e la piazza si affidava ai sogni del candidato, era umano l’eloquio era cattivo il “pubblico” mai pagante. Oggi si va dentro ovattati luoghi “amici”, siamo alla politica in serra idroponica. I sondaggi sono l’unico modo di capire il pubblico che non si incontra mai. Siamo agli attori senza teatro, siamo alla caccia di conferme e non alla sfida del confronto. A Latina solo Matteo Salvini ha sfidato la piazza, gli altri la evitano. Una volta la si cercava, la si amava. Pietro Nenni era imbattibile col piglio anarchico a parlare alle masse, Togliatti era il capo e sapeva “guidare il futuro”. A Latina piazza del popolo dovrebbe essere prenotata da qui a Natale, invece si vendono arachidi e la politica è “spiazzata”. Quando sono arrivato i primi sondaggi elettorali mi aspettavo un salto di orgoglio da parte di chi li considerava non veri, salto di orgoglio che era andare in piazza e dire: il capo sono io, io ho la vittoria in tasca, guardate come so parlare. Nulla, hanno mandato ragionerie contabili e non orgoglio palpabile.

Tutti evitano la piazza, evitano il contatto rischioso con la città casuale che è la piazza. Paiono elezioni con truppe acquartierate e mai sul campo di battaglia. I confronti? Guidati da dibattiti con piu’ regole di una partita di scacchi, con piu’ noia della visione di una partita a golf, con meno interesse di una soap opera. In cui “capiscioni” moralizzano e si cercano purezze giudicabili solo da nostro signore. La politica è dei diavoli perché governa l’inferno dei vivi e non le beatitudini dei morti. La politica è mani sporche di scelte e avrebbe bisogno della forza assurda di personalità.

Forse è questo il nodo, la piazza ha bisogno di personalità, la serra idroponica di brave persone. Chi vincerà, non lo so: ma se qualcuno avesse la forza di sfidarsi in piazza certo la “prenoterebbe”.