Sono trascorsi ormai cinque anni da quanto ha chiuso la filiale della Banca d’Italia a Latina.

La struttura nel pieno centro della città è un monumeto alle possibilità che si potrebbero cogliere per riportare contenuti e vivacità nel cuore di Latina.

Ad oggi però, da parte del Comune di Latina, esiste solo l’intenzione di voler acquisire l’immobile di piazza della Libertà.

In fondo, come ha sottolineato il sindaco di Latina, Damiano Coletta, non si tratta di un’operazione, considerato l’impegno economico, che si può affrontare a cuor leggero.

Intanto però il tempo passa e a chidere chiarezza è il consigliere comunale e senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini.

“Il futuro della sede della Banca d’Italia di Latina resta un mistero. Ad oggi sappiamo che i termini per presentare la manifestazione di interesse sono scaduti e che l’immobile non è ancora stato assegnato. Per questo ho depositato un’interrogazione affinché – spiega Calandrini – l’amministrazione comunale dica esplicitamente se ha presentato domanda, che riscontri ha avuto, cosa intende farne con quell’immobile e se intende coinvolgere altri enti pubblici considerate le dimensioni della struttura”.

La Banca d’Italia rientra tra gli edifici di fondazione, e come tale va preservato e tutelato, in quanto riveste una estrema importanza storica e architettonica.

“Acquisire l’edificio a patrimonio o ad uso del Comune è la sola strada che abbiamo per evitare che possa finire in mani private. Da ultimo, riutilizzare quell’immobile permetterebbe di dare nuova vita a piazza della Libertà e contestualmente di rilanciare l’economia del centro cittadino. Sono certo – conclude – che l’amministrazione Coletta non vuole lasciarsi sfuggire questa occasione, tuttavia già una volta presentai un’interrogazione e non ottenni sufficienti rassicurazioni. Stavolta mi attendo una risposta ben precisa”.