sabato 3 Dicembre 2022

Latina, il Nas scopre 17 furbetti del Green pass: sanzioni per 7600 euro

Sono serrati i controlli per verificare la presenza del green pass dove disposto per arginare i contagi da Covid, anche in provincia di Latina. Nell’ambito di un servizio più vasto i carabinieri del Nucleo antisofisticazione del capoluogo pontino, coordinato dal comandante Felice Egidio, hanno eseguito in questi giorni 130 verifiche in totale, 80 a Latina e 48 a Frosinone.

Nel capoluogo pontino sono state riscontrate 17 violazioni amministrative per mancanza del green pass e la mancata attuazione delle misure di contenimento per la diffusione  del coronavirus. Sono state quindi elevate sanzioni per 7.600 euro. Scoperte anche tre strutture senza il Dvr, Documento valutazione dei rischi.

In un laboratorio di analisi cliniche della provincia di Frosinone, i Nas di Latina, hanno accertato l’effettuazione di tamponi antigeni Covid-19 in assenza di autorizzazione della Regione Lazio. Per questa violazione amministrativa il responsabile della struttura è stato sanzionato con una contravvenzione di 10.000 euro.

Le verifiche, anche a livello nazionale, sono rivolte pure all’obbligo del possesso del green pass per i lavoratori, introdotto dallo scorso 15 ottobre.

Ad oggi, sono state ispezionate oltre 12mila attività ed esercizi, con 778 violazioni all’obbligo del green pass, delle quali 428 a datori di lavoro e titolari di attività commerciali ed erogazione di servizi oggetto di obbligo di certificazione Covid come ristoranti e bar, sale scommesse, palestre e centri estetici e massaggio, ritenuti responsabili di omessa verifica del green pass.

Ulteriori 350 sanzioni sono state applicate nei confronti dei clienti e utenti, mentre 68 sono state contestate a dipendenti impegnati in attività lavorative sebbene privi di certificato verde.

Gli esiti delle ispezioni dei NAS evidenziano che 497 sanzioni (pari al 64% complessivo) sono state rilevate presso strutture di somministrazione di alimenti e bevande, quali ristoranti, pizzerie e bar. Ulteriori 108 (14%) sono state contestate presso sale scommesse, sale gioco e attività ricreative, 91 (12%) presso palestre e piscine, nonché 57 (7%) nell’ambito dei servizi di estetica e centri massaggio, per un valore complessivo di oltre 312 mila euro di sanzioni amministrative.

Sono stati emessi anche provvedimenti di chiusura temporanea da uno a cinque giorni nei confronti di 25 attività.

Le attività di controllo hanno interessato anche le farmacie e gli ambulatori di analisi per verificare la corretta attuazione delle disposizioni relative alle modalità di esecuzione dei testi rapidi e dei tamponi. Al riguardo sono state ispezionate 1.200 strutture sanzionando, anche penalmente, 42 gestori per aver condotto l’attività diagnostica in difformità alle norme ed ai protocolli d’intesa, con locali non idonei e/o non autorizzati, l’omesso utilizzo di dispositivi di protezione individuale, l’applicazione di prezzi dei test superiori a quelli calmierati, nonché l’omessa alimentazione della banca dati sanitaria usata per la tracciatura dei contagi.

Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria

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