Il futuro di 84 infermieri dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina appeso ad un filo.

Professionisti che sono da settimane in prima linea per dare assistenza ai pazienti e contribuire ad uscire dal tunnel dell’emergenza Coronavirus che sta attanagliando il Paese.

Persone che sino a ieri avevano di fronte solo incertezza per il loro futuro. Sul caso, sollevato proprio da un infermiere, in questi giorni erano intervenuti gli esponenti, a tutti i livelli istituzionali, della Lega.

Era l’8 aprile quando uno degli 84 professionisti aveva sottolineato: “Ci chiamano eroi, ma tra qualche mese questo sforzo che abbiamo fatto sarà stato inutile: ci hanno comunicato che il nostro contratto non verrà rinnovato”.

In Regione i consiglieri del Carroccio hanno depositato un’interrogazione.

Il leader Matteo Salvini ha chiesto con una lettera aperta a Zingaretti di agire con rapidità e fermezza per tutelarli.

E alla fine a prendere la parola è stato, di risposta, l’assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato.

“Ho chiesto al direttore generale della Asl di Latina Giorgio Casati – ha spiegato D’Amato – di destinare gli infermieri in scadenza di rapporto di lavoro a tempo determinato nel previsto programma di potenziamento delle cure primarie per l’istituzione presso ogni distretto dell’assistenza proattiva infermieristica (Api). Pertanto rispetto al fabbisogno della Asl queste figure professionali possono senz’altro trovare una giusta ed utile collocazione professionale nell’assistenza distrettuale che sarà un elemento fondamentale nel programma di contrasto al Covid-19 sul territorio”.

insomma, chiedere è lecito e rispondere è cortesia, “Ho ricevuto da parte del dottor Casati un assenso – conclude D’Amato – a questa richiesta che consentirà così di mantenere in servizio gli operatori che sono una risorsa importante per il sistema”.

La macchina politico amministrativa sembra aver funzionato alla perfezione ma manca la parte pratica.

Mancano al momento quegli atti amministrativi appunto, in grado di assicurare il passaggio, non proprio irrisorio dalla teoria alla prassi.

E le esperienze passate i questo insegnano che spesso, anche le migliori intenzioni, se non avvalorate da provvedimenti “blindati” finiscono su un terreno ad ostacoli come accaduto nelle procedure di stabilizzazione del personale precario impiegato proprio nelle Asl e nelle aziende ospedaliere del lazio e della provincia di Latina.