Da sinistra, Marta Bonafoni, Cecilia D'Elia e Patrizia Ciccarelli

Le femministe ripartono da Latina alla conquista di uno spazio, di dialogo e confronto, all’interno, ma non solo, di quel movimento che è “Piazza Grande”.

All’incontro organizzato oggi dall’assessore alle pari opportunità del comune di Latina, Patrizia Ciccarelli, Lorella Libanori, Chiara Grenga e Mariolina Marinelli, hanno preso parte Marta Bonafoni e Cecilia D’Elia promotrici, insieme a Maddalena Vianello,  della nascita del comitato laziale.

In sala una sessantina di donne e qualche uomo.
“Ho recepito quello di “Piazza Grande” femminista come un invito intrigante a cambiare quello che ci circonda. Vogliamo far uscire il femminismo – spiega la Ciccarelli – dai libri di storia per riconsegnarlo alla realtà. Vogliamo essere, nello spirito che le donne da sempre incarnano, uno sprone per una politica diversa, fatta di ascolto, di diritti, di concretezza”.
In sala l’attenzione è massima.
Qualcuno si aggiunge alla spicciolata.
L’obiettivo per le “femministe” di Roma e del Lazio è sostenere la candidatura di Nicola Zingaretti a segretario nazionale del Pd all’insegna di una battaglia che possa ridare a tutto il centrosinistra nuovo vigore.
“La sconfitta del 4 marzo ha aperto la necessità non più rinviabile di una ricostruzione, diversa dal passato, non solo del Pd, ma di tutta la sinistra italiana. Solo se riusciremo a fare questo – spiega la D’Elia – potremo arginare le forze pericolose rappresentate dalla Lega e dai 5 Stelle che non ammettono confronti, non riconoscono i corpi intermedi della nostra società e rigettano ogni mediazione”.
Parole quali responsabilità, azione, donne, cambiamento, rinascita, rigenerazione sono il filo conduttore di tutti gli interventi.
“Non basta che il Pd abbia un nuovo segretario – spiega il consigliere regionale e capogruppo della Lista Zingaretti, Marta Bonafoni – è necessario che il Pd e la politica in generale cambino. E lo possono fare solo grazie a noi, alla nostra forza, a quel senso di responsabilità che ci sta portando ad agire. Il 4 marzo per noi non è e non deve essere un punto di arrivo ma l’inizio di una sfida in cui le donne possono essere protagoniste”.
Il femminismo a Latina, a quanto pare, è tornato.
Quale margine e quale ascolto riuscirà a ritagliarsi sul palcoscenico politico, a tutti i livelli, è tutto da verificare.
Una cosa è certa, le femministe di Piazza Grande non sono intenzionate a stare dietro le quinte.