Consiglio comunale latina

Una richiesta a firma di tutti i consiglieri comunali di opposizione, fatta eccezione, al momento per il Pd.

La nota siglata da Nicola Calandrini, Alessandro Calvi, Giorgio Ialongo, Raimondo Tiero, Massimiliano Carnevale, Giovanna Miele, Andrea Marchiella, Matilde Eleonora Celentano, Matteo Coluzzi, Matteo Adinolfi, Olivier Tassi, Salvatore Antoci e Massimo Di Trento, è stata protocollata questa mattina.

“Coerentemente con quanto già annunciato nello scorso consiglio comunale, chiediamo l’intervento di sua eccellenza il prefetto Maria Rosa Trio affinché eserciti i poteri sostitutivi previsti dall’articolo 39 del testo unico degli enti locali e convochi un consiglio comunale, stante l’inadeguatezza del presidente Massimiliano Colazingari che ha respinto un atto integrativo regolare, che doveva essere discusso lo scorso 2 luglio e relativo al doppio ruolo di segretario e direttore generale ricoperto da Rosa Iovinella“.

La scelta è stata obbligata a fronte a di un presidente del consiglio tacciato di esercitare il suo ruolo in modo arbitrario, a garanzia solo di sindaco, maggioranza e segretario generale e non, come dovrebbe essere, di tutta l’aula.

“Il nostro ruolo di opposizione ne esce svilito e non possiamo permetterlo. L’aver respinto la calendarizzazione dell’atto integrativo è stata solo l’ultima di una serie di decisioni di Colazingari che vanno a senso unico e che non rispettano il ruolo dei consiglieri comunali”.

Il presidente del consiglio comunale per legge non ha nessun diritto di censurare il dibattito e di non inserire in discussione le proposte che vengono dai consiglieri.

Il suo unico compito è verificare che la richiesta provenga da almeno un quinto dei consiglieri comunali ma non può in alcun modo sindacare sull’oggetto della discussione.

“Colazingari si ostina a non capirlo, e quando anche dice che non spetta al consiglio comunale decidere sul segretario o direttore generale perché di competenza del sindaco, finge – spiegano – di non sapere che la nostra intenzione era portare la discussione sulla molteplicità di incarichi assegnati alla stessa persona, indipendentemente da nome e cognome, che sono invece di esclusiva competenza del sindaco e che mai ci saremmo permessi di contestare”.

Colazingari, all’atto integrativo presentato per chiedere che il sindaco di Latina scindesse il ruolo del direttore generale da quello di segretario generale.

Ad oggi, entrambi, in quota a Rosa iovinella.

La decisione del presidente del consiglio, che nella nota di rigetto si appella agli articoli del testo unico degli enti locali e al regolamento del consiglio, non è stata digerita dall’opposizione.

“Ci dispiace dover ricorrere per l’ennesima volta al prefetto – concludono -, ma è la sola soluzione che ci resta per veder garantito il ripristino delle ordinarie regole per il legittimo funzionamento dell’amministrazione comunale di Latina, stante la condotta antigiuridica del presidente del consiglio comunale e di cui riferiremo al Ministero dell’interno”.