E’ dal lontano 1968 che gli studenti scendono in piazza per protestare contro quello che non va nel sistema scolastico. E domani mattina la scena si ripeterà in piazza del Popolo, a Latina, dove a partire dalle 9.00 gli studenti delle scuole superiori si incontreranno per dire basta ai tagli decisi dal Governo. Si torna a protestare contro una politica che oltraggia il patrimonio culturale italiano ed affonda l’istruzione pubblica. Tanti i motivi che hanno spinto gli studenti a scendere nuovamente in piazza primo tra tutti  i tagli e le misure economiche definite “tappabuchi” che non hanno risolto il problema delle scuola spaccata sempre di più tra pubblico e privato. E poi i contributi volontari da parte delle famiglie, a cui i ragazzi, dicono basta perché si tratta di un meccanismo che sta smantellando, definitivamente, la scuola pubblica caricando di ogni peso economico le famiglie. Con lo slogan di “Niente paura, difendiamo la cultura!” domani mattina, dunque, sarà una giornata dedicata alle esigenze e alle priorità rivendicate dai ragazzi. Tra i tanti problemi anche quelli legati al trasporto pubblico con corse inesistenti e mezzi affollati, obsoleti e poco sicuri. E poi le scuole che spesso sono da ristrutturare e che invece sono trascurate per la mancanza di fondi. Senza parlare, poi, dei famosissimi e tanto odiati test Invalsi fondati, secondo gli studenti, sulla competizione e sulla meccanica acquisizione di dati, mirati a formare soggetti in grado di ragionare unicamente secondo schemi fissi e insindacabili privi di quel contributo critico che invece servirebbe molto ai giovani che dovranno essere il futuro di uno Stato democratico.

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