Latina, furto da Caratelli: il deserto del centro, la città è una periferia con un buco al centro

Centro Ztl Latina

Di giorno, in pieno centro, indisturbati. Il colpo alla gioielleria Caratelli di Corso della Repubblica a Latina è l’evidenza di come è ridotta la città.

Latina non ha un cuore, non ha un centro, è una periferia intorno ad un buco, il suo centro (si fa per dire) storico. La colpa non è del sindaco Damiano Coletta, meglio è ora di Coletta, ma è stata dello scellerato decentramento che l’ha svuotata: abbiamo iniziato a mandar via le scuole, gli artigiani, i residenti, poi le autolinee, poi gli uffici, poi le auto, poi il mercato annonario, i cinema, abbiamo chiuso il teatro. Ma chi “difendeva” Caratelli, quella gioielleria è come una ranch nella prateria: un presidio civile nel niente.

Ed i ladri usano la tattica degli indiani: attaccano luoghi isolati. Serve altro per far capire alla città il dramma del centro storico? La città che senza il suo cuore è “ciambella di periferia intorno a nulla”?

Conosco i proprietari della gioielleria gente di antica cortesia, gente come me che viene da borghi antichi, gente che sta tra la gente da secoli e secoli, gente della civiltà della piazza che è luogo di incontri, scontri, scambi, litigi e paci, gente che non si ritrova nel vuoto di oggi di questa città. A loro hanno rubato il lavoro, i sacrifici, a noi tutti quei ladri hanno detto “nel vuoto non c’è la civiltà”. A Latina c’è una emergenza civile, non abbiamo piu’ la città. Per prendere i ladri servono i carabinieri, per rifare la città servirebbero amministratori, cittadini, dignità. Sui carabinieri ci conto, sul resto non spero piu’.

SHARE
Direttore di LatinaQuotidiano. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.