lunedì 30 Gennaio 2023

Latina è la città che ha sofferto di più la crisi dal 2008. Per il Sole24Ore è seconda solo a Viterbo

di Redazione – Sono anni che si parla di crisi, precisamente sette ed esattamente dal 2008 quando la bancarotta della Lehman Brothers ha di fatto segnato i mercati europei. Da tempo i nostri politici e gli economisti ci dicono che la ricrescita sta arrivando e che la recessione sta terminando, ma quali e quanti danni hanno lasciato questi sette anni? Il Sole 24 Ore ha redatto un’indagine per vedere quali sono le province che hanno maggiormente subito la crisi: tra queste Latina è in testa.

L’analisi ha individuato 10 parametri indicativi del livello di crisi per le famiglie – dal Pil ai depositi in banca, dai farmaci ai rifiuti – a ognuno dei quali è stato assegnato un numero a seconda de “l’intensità della “luce rossa” sul territorio, misurandola in base alla dinamica provinciale nei sette anni”, in base poi ai vari criteri è stato estrapolato un vero e proprio indice della crisi, con un indicatore che va da 1 a 100. Il punteggio finale esprime la media dei punteggi per ciascun indicatore nel confronto 2007-2013.

Le due città che più hanno sofferto la crisi sono Viterbo (con un indice del 67,3%) e Latina con il 61,7%, seguono tutte le altre.

I PARAMETRI PIU’ PREOCCUPANTI – Latina in sette anni ha visto aumentare del 101,5% il suo tasso di disoccupazione passando dal 7.93% del 2007 al 15,97 del 2013. Per quanto riguarda invece il mercato immobiliare il nostro capoluogo di provincia è secondo per crollo dei prezzi, se nel 2007 un appartamento di 100mq in una zona semicentrale si vendeva a 1950 euro al mq nel 2013 il  prezzo era calato a 1400 al mq.

Altro crollo registrato a Latina è stato quello delle immatricolazioni: se nel 2007 erano 16.670 le auto nuove, nel 2013 sono stati acquistati solo 7.367 veicoli con una diminuzione del 55.8%. Anche il Pil pro capite ha subito una variazione con il segno meno a Latina che è terza a livello nazionale in questa classifica negativa. Infatti si è passati dai 21.818 euro del 2007 ai 18.791 del 2013‐segnando un 13,9%.

Anche i consumi precipitano del 23,2%, nel 2008 ogni famiglia spendeva in media tra mobili, elettrodomestici e informatica circa 1027 euro l’anno, nel 2013 la somma destinata a questi acquisti è calata a 789 euro.

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