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L’opposizione incalza il sindaco di Latina a riattivare a pieno ritmo l’attività politico amministrativa.

Il che significa riprendere le commissioni e i consigli comunali, riportare il dialogo  eil dibattito nelle sedi opportune.

“Il sindaco Damiano Coletta ha deciso – interviene il consigliere comunale di Forza Italia, Giovanna Miele – di gestire la città a colpi di ordinanze, escludendo da ogni decisione i consiglieri comunali. Un percorso preoccupante, che aveva preso il via con l’atto del presidente del consiglio comunale Massimiliano Colazingari che ha limitato la possibilità di far svolgere le commissioni oltre alla presentazione – spiega il consigliere comunale di Forza Italia, Giovanna Miele – degli atti di ispezione da parte dei consiglieri”.

Misure che, se erano consentite in fase di emergenza, adesso dovrebbero essere azzerate seduta stante.

“Invece assistiamo al proliferare di scelte e provvedimenti da parte del sindaco che mai sono stati discussi e concordati con alcuno. Coletta parla solo attraverso le dirette Facebook, fuggendo così al confronto con i consiglieri comunali. Una strana concezione della democrazia. Nelle scorse settimane, solo grazie alle insistenze dell’opposizione di centrodestra, si sono svolte delle commissioni per affrontare nodi importanti come quello dei servizi sociali o del commercio. Ma nei provvedimenti poi adottati dalla giunta, solo in parte sono state raccolte le conclusioni di quelle riunioni. Stesso vale – continua la Miele – per il tavolo Patto per Latina, tanto strombazzato dal sindaco ma che poco ha prodotto”.

A gran voce quindi si chiede di aprire la cosiddetta Fase 3 anche in Comune.

“Per questo ritengo sia indispensabile riportare immediatamente il dibattito sulle scelte da operare per fronteggiare l’emergenza Covid ma anche per la città in generale, all’interno delle commissioni e del Consiglio comunale. Ho sentito il sindaco Coletta dire che ha allestito una task force per progettare la gestione delle spiagge libere, con accessi contingentati e controlli. Mi chiedo – conclude la Miele – chi ne faccia parte e perché serva una task force quando esiste una commissione che potrebbe occuparsene. E’ necessario riattivare i luoghi della democrazia nella nostra città, perché la deriva innescata è molto pericolosa”.