Il consiglio comunale di Latina slitta, ormai di norma, in seconda convocazione.

Questa mattina in aula si sono presentati solo i consiglieri di opposizione di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega.

Quella che è la massima sede istituzionale rischia così di diventare, in prima battuta, un incontro tra amici al bar.

Nessuno della maggioranza ha neanche fatto capolino in piazza del Popolo.

Alessandro Calvi, Giovanna Miele, Andrea Marchiella e Massimiliano Carnevale oggi hanno sottolineato la debolezza numerica, e quindi politica, della maggioranza che sostiene il sindaco Coletta.

“La situazione che si sta vivendo in Comune – intervengono all’unisono – è diventata una barzelletta. Il sindaco con questo modus operandi sta solo dimostrando di avere paura e di essere debole. E’ bravissimo a dichiararsi forte a parole ma nei fatti continua a viaggiare a suon di scivoloni”.

Quindi?

Il consiglio comunale passa, di default, a giovedì.

Ben 14 i punti all’ordine del giorno tra mozioni, debiti fuori nilancio, approvazione del rendiconto e in corsa, l’aggiunta, della toponomastica.

“Se questo rappresenta – spiegano – il nuovo libro che Coletta ha portato nella gestione della cosa pubblica il baratro per questa città è sempre più vicino. Serve rispetto per l’istituzione che rappresentiamo che non merita, anche e soprattutto in relazione al mandato che a qualsiasi titolo abbiamo ricevuto dai cittadini, teatrini politici. Coletta non ha più una maggioranza. Non servono parole per dirlo, sono queste scene a dimostrarlo in modo eclatante nei fatti”.

Lo stesso metodo aveva portato l’amministrazione comunale di Latina a sforare, qualche settimana fa, i termini per l’approvazione del bilancio di previsione.

Non un atto qualsiasi ma quel documento che rappresenta la base di qualsiasi strumento programmatico di un Ente.

“La macchina amministrativa è lentissima. Questo si traduce in una mancanza di risposte concrete – concludono – nei confronti della città e dei cittadini. Latina merita un sindaco capace non di vivere alla giornata. Per fortuna il 2021 si avvicina”.

La seconda convocazione è un salvagente che mette al riparo la maggioranza da quelle brutte figure che la mancanza di numeri adeguati ad approvare gli atti che porta in aula potrebbe comportare.

Ma non mette certo al riparo da una debolezza sempre più eclatante nell’ossatura di quella che fu una maggioranza larga.

Quel 75% di cui tanto ci si è vantati non esiste più.