Home Editoriali Latina “chiude”, dalla città senza mura alla città della paura

Latina “chiude”, dalla città senza mura alla città della paura

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Via Eugenio di Savoia a Latina, 6.09.2018

Latina ha tanti difetti ma è nata senza mura, non doveva “difendesi’ era nata per accogliere. Era città piana, anche lo sguardo non aveva ostacoli. Ma oggi si sta chiudendo, si sta trasformando in fortezza. Le mura non hanno mai impedito la “conquista”, l’hanno solo ritardata. Chiudersi è errore fondamentale. E’ chiuso, a Latina, il municipio dove voglio lasciare solo corte e cortigiani e i villici con il loro bisogno di carta di identità, di certificare che sono della città, danno fastidio e la “cittadinanza” è cosa da fare lontano dal “castello”. Si chiudono le chiese che erano il luogo primo in cui chi veniva qui, da qualunque parte del mondo trovava asilo, conforto, opportunità. Sono i luoghi, come l’oratorio di San Marco, dove si faceva identità nuova. Ma… ora si chiude, si chiude il centro storico con i varchi, chiudere è diventata la frontiera di una città che non è più opportunità ma paura.

E chi sta dentro le mura (siano di chiese, di municipio, di salotto della città) hanno le ragioni: fuori sono cattivi (disonesti), sporchi, fanno rumore. O sono stranieri, come se qui non lo siamo tutti. Ma questa è la città dove ciascuno ha il suo nemico e nessuno ha più un amico. Ecco per cercare i nemici ci siamo dimenticati che per vivere servono amici. Una città che si fa più sola, più sola di paura. E i cancelli non offendono gli altri, stanno uccidendo noi. Le colpe? Il cattivo è sempre l’altro.

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