L’emergenza sovraffollamento del carcere di Latina è nota da tempo.

Una situazione diventata insostenibile per una struttura ormai inadeguata sia sotto il profilo della collocazione, nel pieno centro della città, che delle dimensioni.

Questa mattina a visitare la struttura di via Aspromonte i consiglieri regionali del Pd, Enrico Forte e Alessandro Capriccioli di +Europa.

Accompagnati dalla direttrice del carcere, Nadia Fontana, hanno riscontrato molte criticità, a partire dallo “stato di salute” della struttura realizzato negli anni ’30.

“Nonostante gli sforzi dell’amministrazione di far fronte, con le poche risorse disponibili, a tutti i problemi, le difficoltà sono evidenti. Innanzitutto – spiegano – il sovraffollamento, che deriva principalmente dal fatto che non si ricorre quasi mai a pene alternative alla detenzione, specie dopo l’esito infelice della riforma dell’ordinamento penitenziario. In secondo luogo, il problema delle persone con problemi psichiatrici, dovuto alla carenza di strutture preposte e comune a molti istituti della Regione”.

A queste si aggiunge la difficoltà di reinserire i detenuti all’interno del tessuto sociale una volta espiata la pena, che si traduce quasi sempre in recidive e rientri tra le mura del carcere.

Il Lazio, con 6534 detenuti, è la quarta regione italiana in termini di popolazione carceraria, con un tasso di sovraffollamento del 124%, contro 118% che rappresenta la media del Paese.

“Per risolvere almeno in parte questi problemi, oltre a un ricorso molto più esteso alle misure alternative, sarebbe importante avviare al più presto un percorso che porti alla dismissione della struttura attuale in favore di una nuova. Questo – concludono – sarebbe un passo molto importante per Latina ma anche per tutta la Regione”.

Ipotesi questa che potrebbe, se avanzata in modo concreto, trovare ampio sostegno tra le file della politica considerato che proposta analoga è sostenuta anche dal centrodestra.

Non resta che passare dalle parole ai fatti e, soprattutto, agli atti senza i quali ogni obiettivo resta limitato al campo delle ipotesi.