domenica 23 Giugno 2024
spot_img

Latina Capitale della Cultura, avviato un processo

Proprio in queste ore, dopo l’audizione al Ministero della Cultura in cui il Sindaco Matilde Celentano, l’Assessore Annalisa Muzio e l’architetto Daniela Cavallo hanno illustrato e difeso davanti al comitato di valutazione il progetto di candidatura della città di Latina a Capitale Italiana della Cultura 2026, si è intensificato il fuoco amico di intellettuali, ex amministratori pubblici e realtà locali pontine. Latina, a detta di molti di costoro, “non era pronta” o, peggio, nemmeno all’altezza di competere con le altre città.
Eppure il dossier “Latina, bonum facere” ha portato la città tra le dieci finaliste. Non solo: a sostenere Latina e ispirare questa candidatura sono stati per primi gli architetti dell’ordine di Verona, che più degli stessi pontini hanno identificato le potenzialità di Latina per il carattere del tutto eccezionale della sua storia e del suo sviluppo architettonico.
La città nuova, popolata dai veneti durante la bonifica e candidata proprio dai veneti addirittura a Capitale Italiana della Cultura.
Che Latina non fosse pronta, dopo  decenni di damnatio memoriae di Littoria e un recente periodo di fiacca politico-amministrativa, che ha visto la città protagonista di due commissariamenti e di una notevole trascuratezza del decoro urbano e dell’ambiente, potrà essere vero ma anche insignificante: sono proprio le competizioni come questa a poter innescare processi virtuosi sotto il profilo socio-economico e politico-amministrativo, stimolando una maratona civile e rinfrancando l’amor proprio di una comunità.
Che Latina invece non sia all’altezza è semplicemente falso: la città ha sempre espresso una importante sensibilità culturale, sia pure alle volte non largamente diffusa e partecipata. Latina esprime una storia che ha caratteri di unicità per la sua fondazione. E l’Italia è ricca di “ambasciatori” dell’eccellenza pontina in numerosi campi culturali, scientifici e professionali.
Va quindi dato atto, comunque vada, a tre donne agguerrite, il Sindaco Celentano, l’Assessore Muzio e l’architetto Cavallo, di aver fatto l’impossibile e avviato un processo, soprattutto politico, nel segno di una nuova consapevolezza delle potenzialità cittadine. Di aver creato, attorno alla candidatura del capoluogo, una rete di aspiranti partners territoriali in grado di supportare la domanda che la nomina di Latina andrebbe a generare ad esempio in termini di turismo, con ricadute favorevoli anche limitrofe. Un processo quindi utile anche in vista di altre sfide, dal Giubileo al Centenario di Latina. Un processo sicuramente con alcuni limiti – forse, una più estesa condivisione, avrebbe anche evitato alcuni veleni. Ma anche un processo indubbiamente positivo per le energie che è in grado di scatenare e che anziché essere affossato dalla critica dovrà andare avanti ed essere ulteriormente allargato nei prossimi anni, affinché Latina inizi a risalire finalmente la china.
Benedetto Delle Site
Benedetto Delle Site
Nato a Roma, dottore in Giurisprudenza, è imprenditore nei settori della consulenza e della finanza d’impresa. È CEO e founder di Delle Site & Partners, consultancy specializzata nel reperimento fondi nel mercato dei capitali con sede a Latina. È inoltre Presidente nazionale del Movimento Giovani UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) di cui è anche Vice-Segretario nazionale e Presidente provinciale della Federproprietà (Federazione Nazionale Proprietà Edilizia).

CORRELATI

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img