Latina Calcio, è crisi nera. Ecco perchè i nerazzurri perdono

di Luigi D’Arcangelis – Sono passati solo pochi giorni (una decina) dall’ultima vittoria in campionato, e le parole d’ordine “promozione” e “nuovo stadio” già sembrano un ricordo ormai lontano. Adesso è il termine “crisi” a farla da padrone in casa Latina.

Si, perché dopo la sconfitta di ieri contro il Pescara, la terza consecutiva (e seconda casalinga, dopo quella con il Trapani), la Serie A difficilmente sarà al centro dei pensieri di Roberto Breda, viste le ben più urgenti e numerose problematiche da affrontare nell’immediato per contrastare la discesa di una squadra che sembra aver smarrito la brillantezza di qualche tempo fa.

POCA CONCRETEZZA – Non che nella gara con gli abruzzesi i nerazzurri siano stati particolarmente inguardabili, mostrando anzi la solita generosità e buona volontà. Ma anche, ed è questa una delle magagne da risolvere, l’ormai congenita inconcludenza offensiva, quella mancanza di cinismo che molti punti ha tolto ai pontini in questa stagione.

Spietatezza e praticità di cui, invece, non ha difettato l’undici di Serse Cosmi, che ha prontamente punito la “fumosità” latinense con le reti, entrambe nella ripresa, di Caprari al 20’ e Brugman al 44’.

La classifica dei nerazzurri, ora, se non piange, di sicuro non ride, con un ottavo posto (45 punti, insieme all’Avellino) che lascia sostanzialmente invariate le ambizioni playoff (solo 5 le lunghezze dall’Empoli, secondo a 50 punti), ma allo stesso tempo fa aumentare dubbi ed insicurezze, soprattutto per il trend dell’ultimo periodo.

I PERCHE’ DEL “DECLINO” – Resta ora da chiedersi il perché di una flessione tanto netta e repentina. Le cause sono, come sempre nel calcio, molteplici, e sempre di nuove e diverse se ne possono trovare.

ORGANICO – Sul piano tecnico, va indubbiamente rilevato come l’andamento dei risultati del Latina sia quello tipico di una squadra con un organico come quello posseduto dai pontini, ovvero senza alcun dubbio molto buono, con punte di qualità ed affidabilità (specialmente per la categoria) notevoli, ma anche con lacune e vuoti. Un organico, insomma, forse incompleto, se l’obiettivo è la promozione.

SFORTUNA – C’è da dire, poi, che anche la sfortuna ha giocato il suo ruolo nel campionato finora svolto dalla compagine di Breda. In più di una occasione, sarebbe bastato che degli episodi sorridessero ai nerazzurri, invece di andar loro contro, e ora si parlerebbe quanto meno di qualche punto in più in classifica.

“ANSIA DA PRESTAZIONE” – Da non trascurare, molto probabilmente, è inoltre quella che può essere definita “componente psicologica”, e che è sintetizzabile nell’espressione tennistica “braccino”, ovvero la spesso citata paura di vincere, quella sorta di timore che si impossessa di chi sta per realizzare un’impresa inaspettata, più grande di quanto si fosse previsto.

FATTORE SCARAMANZIA – Infine, per chi ci crede, come non richiamare la scaramanzia, rifugio sicuro in cui affogare le proprie ansie e le proprie colpe. A tal proposito, va rilevato come il continuo parlare di Serie A (come se la promozione fosse già stata aritmeticamente raggiunta), l’annuncio dei progetti per il nuovo stadio (ancora, in vista di un’eventuale ascesa nella massima serie), un’euforia forse eccessiva e prematura che ha pervaso l’intera città, abbiano magari indispettito il fato, che prontamente si è adoperato per riportare tutti con i piedi per terra.

Almeno per il momento.

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