L’asilo di via Bachelet resta chiuso. La denuncia arriva da una delle mamme dei bambini che la frequentano, che indignata ha scritto una lunga lettera alla redazione di Latina Quotidiano. La scuola elementare ha riaperto regolarmente dopo i lavori effettuati anche in questo ultimo periodo di didattica a distanza disposta per il Covid. La scuola dell’infanzia invece non riesce a ripartire.

“Oggi tutti gli alunni sono ritornati nelle loro aule – ha detto – a seguire le loro lezioni, ad aggiungere un altro piccolo tassello nel loro lungo percorso d’istruzione. Tutti, tranne i piccoli alunni dell’infanzia di via Bachelet, a cui ormai il diritto allo studio è negato da un mese, da quel temporale che l’8 marzo ha nuovamente allagato le loro aule. Epopea iniziata con la prima interdizione dello stabile da parte del sindaco nel mese di dicembre a causa di infiltrazioni dal tetto”.

Una storia infinita: “L’anno è iniziato con il trasferimento in varie aule e nel refettorio, uno stanzone mal riscaldato in cui passare intere giornate con i cappotti per poi finire ovviamente con l’ammalarsi; è continuato con il rientro nelle proprie aule prive perfino del contro soffitto, il tutto in attesa di lavori che slittano di continuo di 10 giorni in 10 giorni. E nel frattempo chi dell’amministrazione comunale si è interessato dei nostri figli? Nessuno!”

Non nasconde la rabbia la donna che continua: “Nessuno si è preso la responsabilità di trovare una soluzione che garantisse continuità al loro percorso formativo e che permettesse a noi genitori di andare a lavorare tranquilli. Il Comune per bocca dei suoi vari assessori si scusa, afferma che non si possono affittare altri locali perché ci sarebbe dietro troppa burocrazia da sbrigare e non rimborsa le rette delle varie ludoteche a cui i genitori si sono dovuti rivolgere per poter garantire a questi bambini un minimo di socialità e di apprendimento per non si sa bene quale motivo.

Da madre mi vergogno di dover dire ai miei figli che non possono tornare a scuola – ha concluso – che la filastrocca per la festa del papà, per Pasqua e chissà per quante altre feste ancora dovranno impararla con me e al massimo potranno mandarla per messaggio vocale alle loro maestre”.