giovedì 8 Dicembre 2022

Latina Ambiente, “nessuno sciopero selvaggio dei lavoratori”. La replica dell’Usb alla Cisl

di Giusy Cavallo – “Non c’è nessuno sciopero né normale né selvaggio tra i lavoratori di Latina Ambiente” lo dice in modo molto chiaro Patrizio Cacciotti dell’Usb che replica alle affermazioni di Roberto Cecere della Cisl. Cecere aveva definito “sconcertante quanto sta accadendo intorno alla vertenza della Latina Ambiente e sull’idea di sciopero che qualche sigla sindacale autonoma sta portando avanti. Alla base c’è evidentemente l’intenzione di creare tensioni, fibrillazioni e confusione, anche per affossare la regia delle istituzioni”.

Cacciotti spiega che “lo stato agitazione è stato indetto quando mancavano gli stipendi ai lavoratori, ma poi abbiamo parlato con il subcommissario Albertini e abbiamo sostenuto le sue posizioni invitando i lavoratori a mostrare la massima disponibilità e ad una condotta chiara e trasparente”. Addirittura il responsabile dell’Esecutivo Nazionale Lavoro Privato dell’USB racconta che il personale continua a lavorare nonostante le condizioni disperate del parco mezzi: “i lavoratori ce la stanno mettendo tutta, escono con mezzi obsoleti rischiando la patente e anche denunce penali”. Emblematico l’episodio accaduto in via Emanuele Filiberto dove il cassone di un camion si è rotto riversando la spazzatura per strada, “i lavoratori si sono messi a raccogliere l’immondizia con le mani – dice Cacciotti che ha assistito alla scena -, va dato atto loro del lavoro che stanno portando avanti”.

Cacciotti stigmatizza le parole di Cecere, dicendo che già altri esponenti della Cisl hanno preso delle distanze dalle sue affermazioni: “Non distingue tra sindacati e sindacati e poi va detto che quando si è trattato di lavorare davvero per i servizi alla cittadinanza noi siamo sempre stati sul campo. Cecere può dire quello che vuole, ma non può insinuare cose che non sono vere”

Per quanto riguarda la situazione di Latina Ambiente in generale, Cacciotti spiega: “stiamo lavorando per capire cosa succederà dal 1 gennaio quando subentrerà la nuova azienda, noi vogliamo che venga una società credibile, capace e che possa far fronte agli impegni economici con un parco mezzi adeguato alla città”.

I tempi sono stretti ed è in ballo il futuro di 176 lavoratori, la nuova società che subentrerà, comunque, dovrà rispettare le clausole sociali fatte inserire da Usb, Cgil, Cisl e Ugl nel bando e nell’affidamento che saranno un requisito fondamentale per potersi aggiudicare l’appalto. “Questa è la garanzia massima che abbiamo fatto inserire per i lavoratori, adesso bisogna sollecitare le aziende e individuare la migliore per la città”.

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