giovedì 8 Dicembre 2022

Latina, alla scuola di Pantanaccio le infiltrazioni ci sono. Leotta, Lbc: “Dovute alle strutture prefabbricate”

“La scuola del quartiere Pantanaccio è stata all’attenzione di questa amministrazione sin dai primi giorni della consiliatura. E’ stata rigenerata e rianimata sia dal punto di vista prettamente scolastico che della struttura fisica”.

Con queste parole il consigliere di Lbc, Nino Leotta, risponde al consigliere comunale della Lega, Vincenzo Valletta in merito alla situazione di degrado in cui versa la scuola per l’infanzia.

“Dopo l’intervento massiccio del 2018, che ha comportato la chiusura della scuola e il conseguente trasferimento al Gionchetto, l’intero 2019, non si sono manifestati problemi di alcuna natura. Il Comune – continua Leotta – ha evitato il contenzioso con la ditta affidataria dei lavori, contenzioso che avrebbe provocato ritardi enormi nella risoluzione delle criticità”.

La ditta ha rifatto totalmente la guaina protettiva e la direzione lavori, nell’ottobre 2018, ha effettuato due prove di allagamento, ambedue con esito negativo.

“Nella scuola si è intervenuti anche per la sostituzione di tutti i corpi illuminanti e del quadro elettrico generale. Recentemente è stata sostituita la caldaia. Il consigliere della Lega Valletta non afferma cose rispondenti alla realtà dei fatti, forse perché a corto di argomentazioni valide. Le macchie di infiltrazioni del soffitto non possono che essere dovute alle strutture prefabbricate del plesso di Pantanaccio. L’assessore Ranieri aveva peraltro già risposto in tal senso al consigliere in una delle ultime sedute di question time”.

L’amministrazione quindi secondo Lbc è impegnata a fornire alle scuole del territorio soluzioni strutturali e durature, non già interventi tampone per risolvere soltanto urgenze ed emergenze, come d’uso con le passate amministrazioni.

Insomma il problema c’è e non si spiega come e se si intende farvi fronte.

“L’assessore al decoro, lavori pubblici e manutenzioni assicura che le risorse vengono destinate sempre in maggior percentuale alla risoluzione di problematiche complesse, non dimenticando comunque le emergenze che – conclude Leotta – purtroppo si verificano a causa dell’età media elevata dei nostri edifici scolastici”.

 

 

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