Latina, la città capoluogo della provincia, sta sprofondando.

Non si tratta di una metafora ma della constatazione a cui i cittadini, quotidianamente, sono costretti.

Le strade sono impercorribili.

Da via Bruxelles passando per viale Kennedy, via dei Mille, via dell’Agora, via Isonzo, la zona del Piccarello, via della Rosa, e a meno di non perdersi nel citare l’intero stradario, la lista è lunghissima e costellata di piccole e grandi voragini.

Il litorale è abbandonato a se stesso, con spazzatura e rifiuti ingombranti stanziati alla meno peggio in ogni angolo.

I cassonetti della spazzatura, come quelli in via Francia, nel quartiere Covelli, a ridosso della scuola elementare, sono ridotti ad un colabrodo, segno tangibile della inesistente manutenzione e pulizia che a Latina resta un’ipotesi.

Il decoro urbano per cui è stato creato un apposito assessorato è solo un ricordo.

I cittadini, ormai, sono stanchi anche di lamentarsi consci che, a fronte delle loro denunce e richieste di intervento, non ricevono altro che silenzi o alzate di spalle all’insegna di una inerzia diventata strutturale.

E il sindaco di Latina, Damiano Coletta?

Non pervenuto.

Il tutto con la stagione estiva che si avvicina a passi da gigante e che riporterà in primo piano i problemi di sempre legati all’igiene, al proliferare in queste condizioni, e come avvenuto lo scorso anno, di ratti felici del loro habitat cittadino.

Entro fine mese in consiglio comunale dovrebbe approdare il bilancio.

Ma di soluzioni rapide e concrete per far fronte al degrado in cui Latina sta morendo non si prevedono grandi sorprese.