Cisterna, Aprilia, Borgo San Michele, addirittura Ladispoli, Roma e Viterbo.

I ragazzi che si riversano nella piazza principale di Latina per il concerto di Achille Lauro sono giovanissimi: studenti e in moltissimi casi accompagnati dai genitori.

Il concerto del noto trapper in piazza del Popolo è l’evento più atteso e più discusso di una rassegna, Latina d’estate, che ieri ha portato la notte bianca nel centro della città.

Siamo andati a fare un giro per cogliere impressioni, umori e parlare con i commercianti, rimasti aperti per l’occasione dalle 18 alle 24.

Quello che è saltato all’occhio è stata la presenza massiccia delle forze dell’ordine dislocate presso i 6 varchi di accesso alla piazza, con controlli agli zaini e alle borse.

Dalle 17 schierata polizia, carabinieri, protezione civile e staff di assistenza agli ingressi di un evento gratuito per il quale si aspettavano più di 10mila persone.

L’affluenza vera e propria è iniziata verso le 20.30 quando è salito sul palco il gruppo spalla Fanoya, con Achille Lauro c’è stato il pienone.

E abbiamo incontrato la stragrande maggioranza di giovani adoranti del trapper, ma anche molti cittadini che si trovavano in centro semplicemente per i soliti giri o per tornare a casa.

Achille Lauro piace dai 15 ai 19 anni.

La musica trap, genere parente del rap e dell’hip hop con tematiche vicine alla vendita e dipendenza di droga, ha il suo seguito.

Anzi, Achille Lauro, quello che a Sanremo cantava di voler “una vita come i Doors, a ventisette come Amy”, riferendosi a Amy Winehouse morta per i suoi eccessi a 27 anni, non è un esempio negativo.

Tutto il contrario, è un ragazzo che ha superato il periodo della tossicodipendenza e scrive testi con sonorità nuove.

Chiediamo ai soccorritori com’è andata la serata.

In tutto sono state predisposte 3 ambulanze, di cui una con a bordo il medico, e una squadra a piedi.

Ci riferiscono di un contesto tranquillo: l’ordinanza del Comune ha frenato eccessi, disponendo che non fossero venduti superalcolici.

Per i commercianti tutta la giornata di sabato si è rivelata moderata riguardo l’afflusso di clienti.

C’è stato chi, scoraggiato dalla chiusura dei varchi, ha abbandonato l’idea dello shopping e chi è uscito in bicicletta per aggirare l’ostacolo del parcheggio.

Ma, tutto sommato, in una città il cui centro è solitamente desolato nei giorni festivi, questo tipo di evento si è rivelato una boccata d’ossigeno semplicemente per aver ricreato quel movimento che tanto mancava a Latina.

Evento che sembra sia costato 70 mila euro o 30 mila?

Alle 20, poco prima dell’inizio del concerto, il post su Facebook del consigliere Dario Bellini assicura che “Achille Lauro non prenderà 70 mila euro, non parlerà di droghe e sesso e che non si farà troppo tardi”.

E in effetti, con il dj set di Antonello Bortolotto, verso l’una la festa è finita.

Con un po’ di delusione da parte di alcuni ristoratori, secondo i quali, l’anno precedente, con Calcutta c’era stata un’affluenza più alta verso bar e paninoteche.