Ammetto, Nicola Calandrini ha avuto una idea saggia. Tra tante idiozie che si sentono quella sua era buona: visto che a Latina non siamo capaci neanche a prendere i soldi per fare le scuole, arrendiamoci a Bassiano.

L’idea è la stessa di quella venuta ad un sindaco siciliano alla fine della seconda guerra mondiale. Non c’era cibo, non c’era lavoro, allora lui propose di dichiarare guerra agli americani. Naturalmente avrebbero perso la pugna e, di conseguenza, diventavano prigionieri di guerra con diritto a vitto e alloggio. L’idea piacque a tutti, si riunì il Consiglio comunale per fare la dichiarazione di guerra, previa mobilitazione delle guardie comunali, quando uno di Lbc, ante literam, sollevò una questione essenziale: sono d’accordo, ma se vinciamo?

La guerra non fu dichiarata.

Ecco noi dichiariamola la guerra, Memmo (Domenico Guidi, sindaco di Bassiano) prende i poteri di “plenipotenziario della Bassiano di piano” e procede a mettere a posto le cose. Per quanto riguarda la quantità di bugie prodotte, Memmo batte Coletta, Bellini e la Isotton 5 a zero, palla a centro (come Ronaldo alla marcatura del terzino della Borgo Sabotino football club). E per discernimento il bassianese sta ai latinensi come vola un F35 paragonato ad un dodo. Memmo senza manco i bambini ha preso finanziamenti per fare scuole per 7 milioni di euro (14 miliardi di lire), Latina niente, di niente.

Il bassianese rivendica da tempo gli usi civici sul territori di Latina, riconosciamogli anche i diritti amministrativi. Naturalmente San Michele va restituito a Cisterna, per parità di condizione.

Sapete tutti che sono setino, ma non propongo i miei che si sono già arresi a colonia romana e quindi hanno rinunciato a qualsiasi autonomia.

Lunga vita all’era bassianese.

Ps: pure Calcutta è un D’Erme ramo bassianese, è la storia che lo richiede. Non va omesso che pure Nicola Calandrini è bassianese.

Mi telegrafa anche Matteo Coluzzi che dichiara: pure io so vassianese