Rinnovamento. E’ questa la parola d’ordine su cui la Lega e il suo leader Claudio Durigon intendono lavorare per dare risposte concrete a Latina ma anche nel Lazio e nel resto d’Italia.

In queste settimane si sta lavorando per comprendere quali siano i margini di intesa all’interno dei partiti che rappresentano il centrodestra.

Il prossimo anno molte città, tra cui Latina e Roma, saranno chiamate ad eleggere un nuovo sindaco. Una sfida che nessuno intende perdere ma che impone di farsi trovare preparati anche a fronte delle difficoltà che il particolare periodo storico comporterà sotto il profilo della campagna elettorale che non potrà svolgersi nelle modalità tradizionali a causa della pandemia in corso.

“Abbiamo impostato un confronto serrato ma sereno, senza barriere e preclusioni, che vuole andare ben oltre il semplice toto nomi che, generalmente, accompagna questa fase. Oggi il tema a cui nessuno può sottrarsi è quello di creare una squadra forte, determinata e capace di mettersi a testa bassa a lavorare per le comunità che ambisce a rappresentare. Lo faremo anche attraverso un programma semplice, lineare, ma anche ambizioso perché città come Latina escano una volta per tutte dal limbo a cui anni di sommarietà le hanno condannate”.

Nelle parole di Durigon il filo conduttore è il pragmatismo. Pettegolezzi politici e polemiche sono lasciate da parte per andare oltre.

“Le scelte che riguarderanno, non solo Latina, ma tutto il contesto nazionale, partono dalla ferma volontà di selezionare persone che siano pronte a mettersi a disposizione della politica senza preclusione per amministrare bene e con impegno le comunità che rappresentano, riuscendo a recepire e rispondere alle esigenze dei cittadini ma anche a guardare oltre l’ordinario”.

Proprio l’incapacità di uscire dalla logica dell’ordinario, a cui Durigon fa riferimento, ha rappresentato probabilmente un freno allo sviluppo di Latina.

“Latina è stata dimenticata dalle istituzioni regionali e nazionali che non le hanno e non le consentono di ottenere uno sviluppo degno, sia sotto il profilo sociale che economico, della seconda città del Lazio. Penso all’assenza di infrastrutture e, quindi, di collegamenti rapidi e sicuri con il resto dell’Italia e dell’Europa, come la Roma Latina, la Cisterna Valmontone, ma anche al potenziamento del trasporto su ferro. Non esiste una visione urbanistica di Latina con un centro storico che è l’ombra di se stesso e che, al contrario, abbiamo il dovere di riportare nel cuore di un progetto che punti alla crescita, alla rivitalizzazione e all’attrattività che oggi non risultano pervenute. Chi governerà Latina dal 2021 in poi deve avere prima di tutto lungimiranza“.

Nelle prossime ore si svolgerà la riunione del tavolo nazionale del centrodestra con all’ordine del giorno le decisioni da assumere per il futuro delle grandi città.

“Poi sarà, a caduta, la volta di comuni come Latina in cui certamente parleremo anche del possibile candidato sindaco. L’importante oggi più che mai è fare la scelta migliore. Questo significa andare anche oltre una candidatura strettamente politica e aprirsi all’esterno senza escludere nessuno”.

In questi mesi il nome di Claudio Durigon è stato avanzato, soprattutto con indiscrezioni della stampa, come possibile candidato alla presidenza della Regione Lazio ma non solo.

Ma a spiegare cosa vuole fare da grande è lui stesso: “Le rispondo con una battuta che uso spesso. Non datemi un pizzico altrimenti mi risveglio. Sto facendo un lavoro che amo profondamente a servizio del mio Paese, della mia regione del mio territorio. Ne sono orgoglioso perchè questo significa aere la possibilità di dare risposte ai cittadini. Da grande voglio continuare a fare questo, sono a disposizione del partito, per me l’importante è lavorare per il futuro delle nostre comunità”.