Sono passati ormai due mesi da quel 15 gennaio maledetto, giorno in cui Renato Yedra-Briseno, almeno secondo la ricostruzione della polizia americana, ha ammazzato Veronica Di Nitto, 34enne di Latina ma da qualche tempo residente alle porte di San Francisco, in California.

Dopo due mesi il suo assassino è ancora in libertà ed il padre di Veronica, Luigi (rimasto vedono un anno e mezzo fa) non è ancora riuscito ad ottenere il visto per poter raggiungere l’America e dare, così, l’ultimo saluto a sua figlia.

Al di là dell’oceano, poi, c’è una parte importante della sua famiglia: l’altra figlia, il genero e la nipotina.

Ieri, a raccogliere l’appello di Luigi di Nitto, è arrivata anche a troupe di Chi l’ha visto: “Chiediamo – dice papà Luigi ai colleghi del Messaggero – un aiuto alle autorità. Devo ringraziare il sindaco di Latina che sta cercando di fare il possibile, non riesco ad avere il visto per raggiungere gli Stati Uniti, voglio dire addio a mia figlia e seguire le indagini. E poi vorrei abbracciare l’altra mia figlia, che vive lì e ha partorito proprio nelle ore della tragedia, non posso neppure pensare a quello che ha passato: chiamava sua sorella, doveva andare in ospedale, e lei non rispondeva al telefono…”.

Del presunto assassino di Veronica si sa solo che su di lui pende una taglia di 10 milioni di dollari. Si pensa sia fuggito in Messico, dove avrebbe amici e parenti.

Sulle indagini, poi, è buio pesto. Ad un certo punto è saltato fuori qualcuno che lo avrebbe aiutato a fuggire, ma in merito non ci sono notizie ufficiali.

Resta la disperazione di una padre, che ha perso la figlia e non riesce neanche ad andare a dirle addio.