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L’aeroporto di Latina rispunta nella dialettica politica e si fa spazio tra ipotesi e progetti.

Si tratta di un’opera da più parti considerata utile per rilancio economico del territorio pontino ma che, come la Roma – Latina e la Bretella Cisterna Valmontone, viaggia altissimo nel campo delle ipotesi.

Con l’obiettivo di compiere qualche concreto passo avanti per la sua realizzazione o quanto meno per la valutazione della sua fattibilità è stata depositata una nuova mozione, non è certo la prima, a firma del capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Simeone e del consigliere regionale del Pd, Enrico Forte.

“L’aeroporto a Latina si puo’ e si deve fare. Abbiamo deciso di depositare una mozione che impegna il presidente Zingaretti e la sua giunta a porre in essere, ogni iniziativa ed azione necessaria volta alla realizzazione di un terzo aeroporto regionale, utilizzando la struttura gia’ esistente a Latina. C’e’ l’urgenza di dare una spinta al rilancio economico di questa provincia, resosi ancora di più necessario con la crisi aggravata dall’emergenza Covid. Pur appartenendo – spiega Simeone – a forze politiche diverse, da sempre abbiamo sostenuto la stessa battaglia tesa al potenziamento della rete infrastrutturale del territorio pontino”.

Latina potrebbe secondo i consiglieri regionali contribuire inoltre a decongestionare gli scali di Fiumicino e Ciampino.

“Sarebbe quindi auspicabile, che la scelta ricadesse su Latina, dove l’attuale scalo militare puo’ vantare un buon collegamento con la rete ferroviaria e la vicinanza con Roma e Napoli. Va rimarcata la particolare prossimità dell’aeroporto militare Comani con lo scalo ferroviario e la frequenza dei treni per Roma con un tempo di percorrenza minimo (30 minuti). Gli interventi necessari sullo scalo sarebbero minimi e fattibili in tempi brevissimi.
L’adeguamento della pista per circa 500 metri (attualmente e’ lunga 1,8 chilometri) anche per un uso commerciale richiederebbe una spesa sostenibile”.

A sostegno dell’esigenza di portare a Latina il terzo scalo del Lazio anche fattori di ordine economico ed occupazionale.

Un’opera di questa portata garantirebbe la valorizzazione di aree come il Mof o l’intermodale, come pure l’intero polo chimico-farmaceutico del nord pontino e uno sviluppo concreto con un indotto che si potrebbe ricapitalizzare sull’intero territorio, risolvendo anche il problema del sovraffollamento di Ciampino.

“Ne trarrebbe beneficio anche il turismo locale. Ci sarebbe la possibilità di incrementare questo indotto, veicolando l’afflusso di turisti verso le strutture ricettive locali, attraverso l’adozione di pacchetti vantaggiosi sul piano economico. L’area pontina d’altronde puo’ gia’ contare su un radicato sistema ricettivo, in virtù delle presenze numerose di villeggianti durante la stagione estiva, tali da raggiungere picchi di 2,5 milioni di persone. Ci sono quindi tutte le condizioni per assumere una decisione che ci porti in tempi ragionevoli ad individuare il sito di Latina come terzo scalo aeroportuale della nostra regione”.