L’acqua è pubblica, la Regione approva la legge promossa da Comuni e cittadini

di Luigi D’Arcangelis – L’acqua torna pubblica. È quanto ha stabilito ieri, 17 marzo, la Regione Lazio con l’approvazione in Consiglio, all’unanimità, della legge di iniziativa popolare sulla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, proposta che era stata sottoscritta da una quarantina di Comuni e da circa 40.000 cittadini in tutto il territorio laziale, e fortemente sostenuta fin dalle origini dall’Amministrazione di Aprilia, uno degli enti capofila a livello nazionale nella battaglia per l’acqua pubblica (noti alle cronache i contrasti con Acqualatina).

Raggiunto, quindi, l’obiettivo di chi, da anni, si batte per la riaffermazione e la tutela della natura pubblica dell’acqua, bene primario ed assolutamente necessario alla sopravvivenza, e come tale da sottrarre alle leggi del mercato e del profitto, estromettendo i soggetti privati dalla sua gestione.

Piena la soddisfazione manifestata da più parti. “L’approvazione all’unanimità della legge in Consiglio regionale sull’acqua – dichiara il Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti – rappresenta un grande successo, la vittoria di cittadini e istituzioni che hanno combattuto insieme perché l’acqua restasse un bene di tutti. Questa legge riconosce la tutela pubblica su un bene comune, scarso e limitato, come l’acqua. Il testo approvato rappresenta un primo, ma fondamentale passo di un iter, più lungo e complesso, che porterà alla riforma di tutta la materia. Ringrazio, infine, maggioranza e opposizione che ancora una volta hanno dato prova di compattezza e responsabilità su un tema delicato, sollecitato da una proposta nata dai cittadini, dai movimenti e dai Comuni. Oggi abbiamo ancora una volta dimostrato che si può cambiare davvero il volto di questa regione e soprattutto il suo rapporto con la comunità: il testo approvato è infatti il frutto di un lavoro di concertazione tra cittadini, movimenti, Enti Locali, Consiglio e Giunta. Serietà, partecipazione e dialogo sono e restano gli strumenti che vogliamo utilizzare in questo processo di riforma e rinascita del Lazio ”.

Gli fa eco il sindaco di Aprilia, Antonio Terra: “La Regione Lazio ha posto le basi per il rispetto della volontà popolare, la stessa del Referendum del 2011, sull’acqua. C’è un chiaro significato politico dietro l’approvazione di questa legge. Oggi al centro del servizio idrico integrato ci sono nuovamente i Comuni e più in generale il concetto di gestione pubblica dell’acqua. Quindi al centro torna il cittadino con le sue esigenze e non più il socio con i suoi dividendi”.

“La nuova legge – si aggiunge al coro Enrico Forte, consigliere regionale pontino del PD – inaugura un capitolo nuovo in un settore delicato quale quello delle risorse idriche sancendo il ruolo chiave degli enti pubblici. L’acqua resta un bene di tutti e per quanto riguarda la provincia di Latina si procederà con la ripubblicizzazione del servizio fino ad oggi gestito dalla società Acqualatina”.

E come non essere d’accordo, almeno in linea di principio, che l’acqua sia un bene prezioso, senza il quale la vita stessa non potrebbe esistere, e che assimilarlo ad un qualunque altro bene e servizio (acquistabile e vendibile, quindi, sul mercato) sia stato, in questi anni, un grave errore dal punto di vista “filosofico”, nonché una manovra deleteria economicamente, se non altro per i cittadini (visto lo spesso incontrollato aumento delle tariffe che la privatizzazione ha portato, almeno nel Lazio)?

I dubbi in merito sono decisamente pochi, e la legge approvata dalla Regione fa finalmente, in un certo senso, “giustizia”.

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