lunedì 30 Gennaio 2023

La Ztl si o no? Come dare la colpa della febbre al mercurio

di Lidano Grassucci – La Ztl non è il problema, è l’evidenza del problema. Non puoi accusare della febbre alta il termometro e trovare uno scienziato che ti dice: siamo allergici al mercurio. La Ztl è il vuoto, o il pieno, di quello che si è fatto nel centro storico. Per 30 anni si è “tolto” in questa area urbana. L’ideologia era che il suo tessuto originale andava “ripristinato”. Quella origine era di una città senza gente, una città, come diceva Moravia, del silenzio, che il rumore sporca la “ragione”. La destra, inconsapevolmente, l’ha musealizzata, ha imbalsamato un corpo vivo.

Quindi si è cancellata la residenzialità, si è fatto in modo che la “periferia” prendesse l’umano. Si sono allontanate le scuole: lo scientifico, il Sani, il Marconi, il Manzoni. Per citare solo le scuole superiori, ma sono state “allontanate” anche medie ed elementari, tranne la scuola di Piazza Dante. Era punto “terminale” del viaggio dalla provincia al centro, ma le autolinee sono state mandate via in anonima periferia. In centro non si risiede, non si studia, non si arriva.

Poi hanno tolto le funzioni pubbliche: gli uffici comunali sono andati in Via Varsavia, altre funzioni si sono logorate (Provincia, Banca d’Italia, Camera di Commercio), Equitalia già esattoria alla 156. Si andava ala “Sip”, in via Duca del Mare, o all’Enel, ora ci sono i numeri verdi, in banca ora si fa tutto online. Sono stati trasferiti anche gli uffici della Curia, ospitati nel palazzo che oggi accoglie la sede delle organizzazioni agricole.

La funzione commerciale? Senza residenti, uffici e scuole “salta” l’offerta alimentare, esplode l’abbigliamento ma con la concorrenza di un megacentro commerciale a 5 minuti dal centro con punti sosta, aria condizionata e coperto in una fascia di mercato sovrapponibile. C’è la funzione ludico-ricreativa? Il teatro comunale non regge tanto che ha chiuso anche il bar che lo serviva, di tre sale cinematografiche due hanno chiuso (una ora potrebbe riaprire ma muta poco).

L’università? Ha 5.000 studenti, non si frequenta come un liceo tutti i giorni, ed è relegata ai “margini” del centro e il suo impatto è quasi zero nel tessuto urbano, meno del trasferimento di un liceo che ha 1500 studenti, più gli insegnanti e i genitori frequentati per “obbligo”.

Quindi? se non si ha una idea della funzione del centro non è un vigile o la Ztl che può mutare le cose.

Occorrono scelte politiche di strategia, capacità di leggere i fenomeni. La Ztl non è il fallimento delle auto o il successo delle bici è il suicidio di amministrazioni che hanno cancellato il cuore della città. Il centro e la Ztl avranno “funzione” se quel pezzo di città funzionerà. Il mercato annonario è chiuso, è un problema e dai problemi nascono le opportunità. Se c’è testa. Il centro si può “chiudere” alle auto, ma deve aprirsi alla vita, altrimenti è già morto.

Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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