sabato 28 Gennaio 2023

La vera sfida di Coletta nel 2021 è non fare di un campo largo un’ammucchiata

Da campo largo ad ammucchiata il passo potrebbe essere breve.

Il sindaco di Latina uscente, Damiano Coletta, in questi giorni ha ufficializzato la decisione di volersi ricandidare, dopo il passaggio formale confluito nella richiesta di Lbc, di proporsi ai cittadini per guidare la città altri cinque anni.

Scelta non solo legittima ma anche conforme al copione che vede tutti i sindaci usciti indenni dal primo mandato, civici e non, optare per un secondo “giro di boa” al timone del Comune di riferimento.

Il tema però è inserire in questa tornata un elemento di novità rispetto al passato. Coletta e Lbc sanno benissimo che il tempo del civismo tout court è terminato, si è sfaldato, si è parcellizzato nelle adesioni a diversi partiti come Italia Viva e il Movimento 5 Stelle.

Proporsi ai cittadini pensando di far leva su una presunta verginità politica è impensabile. Ed ecco allora che in soccorso a Coletta & Co. arriva l’intuizionone, di zingarettiana memoria di creare un campo largo.

Un luogo ideale, come la Piazza Grande ideata dall’attuale leader del Pd e governatore del lazio in cui tutti possano trovare il proprio spazio senza abdicare in modo palese alle proprie posizioni politiche.

Un progetto che a parole sembra semplicissimo ma che richiede programmazine, strategia, attenzione.

Quello che si deve evitare, infatti, è di trasformare l’auspicato campo largo in una mera ammucchiata. Per farlo serve una visione ampia, lungimirante, costruttiva e, soprattutto, ordinata.

Il campo largo non può nascere solo per aumentare il fronte di opposizione alla destra, o alle destre, che scenderanno in campo alle amministrative 2021, deve farlo su presupposti che possano assicurare soprattutto che l’alleanza elettorale si trasformi in un governo equilibrato della città.

Gli automatismi acritici non servono in un contesto in cui aggregare è l’imperativo ma farlo su condizioni chiare e patti non soggetti a personalismi e revisioni post elettorali è la condizione necessaria.

Coletta oggi ha una grande opportunità, saperla sfruttare al meglio potrebbe, sul piano teorico, dargli un importante vantaggio rispetto a possibili avversari.

Sia il centrodestra che il Pd, infatti, sono alle prese con spaccature interne, ed anche sulla scelta di possibili candidati sindaci si è ancora nella fase delle “intenzioni” e dell’andare uniti a tutti i costi.

E questa è l’unica cosa che, rispetto al 2016, sembra non essere cambiata.

 

Alessia Tomasini
Nata a Latina è laureata in Scienze politiche e marketing internazionale. Ha collaborato con Il Tempo e L'Opinione ed è stata caporedattore de Il territorio e tele Etere per la politica e l'economia. L'esperienza nell'ambito politico l'ha vista collaborare con pubbliche amministrazioni, non ultima quella con la regione Lazio, come portavoce e ufficio stampa.

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