Nuovo capitolo nella querelle che vede opposti, in queste settimane, i lavoratori della Cuki di Pontinia, in sciopero, e l’azienda.

Alla lettera dello studio Quber, che cura gli interessi dell’azienda, risponde, in una nota, Luigi Cavallo Segretario Generale Uiltec Latina.

Il segretario smonta, punto per punto, le tesi aziendali, scrivendo, nello specifico: “Del problema delle condizioni di lavoro dentro la fabbrica di Pontinia ne discutiamo da circa 5 anni. Avremmo potuto richiedere verifiche da parte dell’Ispettorato del Lavoro e della ASL. Non lo abbiamo fatto (finora), perché prediligiamo il confronto ed il dialogo, nonostante la Direzione Aziendale non ci abbia mai dato risposte soddisfacenti”.

La critica del sindacato si concentra sui ritmi di lavoro, nella fattispecie sulle postazioni di lavoro, che sono accessibili: “salendo e scendendo gradini in modo tale che l’operatore, oltre a tutte le attività propriamente lavorative che deve svolgere, debba anche camminare per alcuni kilometri e salire/scendere centinaia di gradini in ogni turno di lavoro, a prescindere da sesso, età e condizioni fisiche”.

Inoltre, i rinfrescatori di cui parla l’azienda, che dovrebbero rendere più sopportabile questo periodo di estremo caldo, vengono definiti solo ‘palliativi’, che non risolvono affatto il problema.

Lo sciopero, si legge nella nota, stato deciso democraticamente e dalla stragrande maggioranza dei lavoratori. Nell’incontro del 15 luglio scorso l’azienda ha deciso di fare retromarcia, decidendo di non accogliere nessuna delle richieste avanzate dalla RSU e dal Sindacato, richieste definite “Molto moderate e senza costi aggiuntivi per l’impresa”.

Infine la questione della turnazione: “Sappiamo molto bene che con il ciclo continuo si guadagna di più – precisa ancora Cavallo – perché viene compensato il disagio di lavorare di sabato, domenica e nei festivi. Ma è anche vero che in questo stabilimento sono vent’anni che si lavora a ciclo continuo, per cui i lavoratori hanno adattato il proprio stile di vita al salario derivante da quelle turnazioni, e che l’annuncio a bruciapelo fatto dall’azienda il 15 luglio, di passare ad una turnazione lunedì/venerdì ha ulteriormente esasperato i toni. Tra l’altro questa decisione pone anche degli interrogativi sulle reali intenzioni della proprietà sul futuro dello stabilimento”.

Insomma, i lavoratori della Cuki, secondo Cavallo, chiedono solo di ricevere, da parte della proprietà, dignità e rispetto: “Ecco cosa si aspettano le maestranze dal loro datore di lavoro! Altro che scansafatiche…”.