giovedì 27 Gennaio 2022

La secolare fiera di San Michele e la marmellata di Federica

Era l’incontro con i cavalli, le mucche, i maiali erano i “sensali” che facevano affari, e si mangiava carne per la prova della ricchezza di allevare. La Fiera di San Michele a Sermoneta era attesa, era lo scambio di un mondo contadino, di medesime lingue fatte di cavalli e manzi e la conoscenza. Ora si presentano libri negli stand: Quirino Briganti della Compagnia dei Lepini spiega cose c’è in montagne che una volta gli astanti conoscevano e ora sono impegni in salita e lontani, in prima fila Antonio Scarsella ma la gente tira diritto e si ferma a vedere il funambolo della parola che vende la doccia miracolosa che batte il calcare, l’acqua e fa pure dormire meglio, o lo straccio che pulisce basta che si avvicina. “Lei conosce il Foletto?“. Non ci sono le “fiere” ma c’è il caos del mercato. Federica Fiorini, consigliere comunale di Sezze, e cultrice di marmellate e conserve chiama da lontano “ma non te vi a magnà la marmellata di visciole mia”. Dio che rumore, che caos, è fiera, nel senso di orgoglio, del suo rumore questa fiera. Non ci sono i cavalli, non ci sono le mucche, non ci sono i sensali. E’ un mondo diverso, al posto del trattore e del suo pezzo c’è un robot che tiene in ordine il giardino. Cambia il mondo, tutto cambia, ma una cosa resta: il rumore che fa la gente nella fiera con saltimbanchi della parola, improbabili narratori di sciroppi che curano l’ernia. In fondo era ed è un pretesto e il contadino come l’uomo solo e inurbato hanno la medesima voglia, stare dove c’è la gente, stare con gli altri.

La marmellata di visciole di Federica, comunque, non si batte. Sarà perché profuma della mia infanzia e mi scuso con il lettore.

Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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