Damiano Coletta
Damiano Coletta

“Ho ritenuto opportuno, venerdì della scorsa settimana, convocare con discreto anticipo un consiglio comunale sul tema dei rifiuti affinché fosse portata a conoscenza della cittadinanza, attraverso i loro rappresentanti, la questione di cui si sta già da tempo parlando in Provincia”.

Il riferimento, contenuto nell’intervento del sindaco di Latina, Damiano Coletta, riguarda la scelta inerente il territorio riguardante alla scelta del sito più idoneo e meno impattante per lo stoccaggio dei rifiuti che deve essere indicato alla Regione.

“Chiedo da tempo insieme ad altri sindaci una cosa semplice, e immagino condivisibile: che vengano individuati dei criteri precisi perché la scelta possa essere la più oggettiva possibile. Dobbiamo poter condividere una decisione, che comprendo sia importante e necessaria, ma penso che non possiamo farlo con la sola pressione dell’urgenza e dell’immediatezza. Immagino che la comunità che rappresento non debba mai accettare una decisione predeterminata, in particolare in un caso importante come questo”.

Coletta insieme ai sindaci delle civiche che governano alcuni Comuni del territorio ha chiesto all’ammistrazione provinciale di lavorare ad una situazione condivisa e trasparente: ovvero su un sito collocato in una zona industriale, idoneo sotto il profilo tecnico e ambientale, preferendo le aree che sono già in disponibilità pubblica.

“Un atto che – continua Coletta – dovrebbe essere poi deliberato dal consiglio provinciale, condiviso da tutti. Abbiamo fatto la proposta di indicare, comprendendo l’emergenza, un primo elenco di tre siti prima dell’approvazione del piano regionale dei rifiuti”.

Piano, quello regionale, in discussione in queste ore alla Pisana che prevede la realizzazione di 5 Ato che coincideranno con i territori delle province nonchè regole e requisiti per la gestione e la chiusura del ciclo dei rifiuti sui territori di produzione.

“Credo sia necessario che, oltre a parlarne in un contesto provinciale, la proposta debba essere condivisa anche nella più alta sede di discussione politica comunale, il consiglio appunto. Un processo decisionale, per essere trasparente, deve essere pubblico. Compito primo della politica che vuole fare bene, è quello – conclude Coletta – di non lasciare zone d’ombra”.