sabato 28 Gennaio 2023

“La Roma-Latina come il Mose: 19 milioni sprecati”: la Corte dei Conti chiede le condanne

di Redazione – La procura della Corte dei Conti ha chiesto le condanne per quelli che ritiene responsabili dello spreco da 19 milioni di euro per la realizzazione della Roma-Latina. Si tratta del corridoio che avrebbe dovuto collegare il capoluogo pontino con la Capitale, ma, nonostante l’iter sia stato avviato ai tempi della giunta Storace, ancora non ha visto neanche la posa della prima pietra. Per questo la Corte dei Conti chiede le condanne in solido dell’ex governatore Francesco Storace, dei dirigenti regionali Raniero De Filippis, Raimondo Luigi Besson, Patrizio Cuccioletta e Bernardo Fabrizio, del presidente pro tempore di Acea Andrea Abodi, dei consiglieri Flavio De Luca, Aurelio Saitta e Roberto Sorrentino e di un’altra persona. “La strategia che ha portato a far lievitare i costi della Roma-Latina è simile a quella del Mose di Venezia. Gli schemi illeciti adottati sono sovrapponibili”, così si è espressa nella sua requisitoria davanti ai giudici della Corte dei conti del Lazio il sostituto procuratore Rosa Francaviglia. Il magistrato ha definito il tutto una “vicenda gravissima” in quanto l’iter amministrativo che ha permesso di affidare la progettazione e la realizzazione dell’infrastruttura è stato senza una gara a evidenza pubblica, che ha favorito il socio privato di Acea. E non è tutto perché potrebbe presto partire un nuovo filone d’inchiesta. Intanto per la Corte dei Conti ci sarebbe stato un danno di 19 milioni di euro in termini di mancato risparmio.

La vicenda ha alimentato il fronte del No Corridoio che si è scagliato contro il ministro Delrio e il governatore Zingaretti, considerati tra i promotori dell’opera. È il Movimento 5 Stelle regionale invece che torna a chiedere la sospensione del progetto e la messa in sicurezza della Pontina. Ma l’opera invece sarà realizzata, anche se lo scorso aprile il Governo non l’ha inserita nel Def, in quanto l’iter per la sua realizzazione era già avviato e la gara di appalto era in corso.

Si difende invece Francesco Storace che non ci sta a sentire paragonare la mancata realizzazione della Roma-Latina allo scandalo Mose: “Se fosse vero, prima considerazione, ci sarebbero state mazzette e arresti. Nulla di tutto questo. Ci fu solo la scelta politica di realizzare una autostrada per far viaggiare meglio merci e persone. Se non fu realizzata va chiesto a chi si è fermato dopo: anche perché è difficile aprire un’autostrada in due anni e mezzo”. Così l’ex governatore che poi ha ripercorso tutto l’iter per il finanziamento del progetto, che, ricorda, poi fu proseguito dalla giunta Marrazzo. La sua conclusione è sibillina ma fiduciosa nella giustizia: “I soldi li spese Marrazzo, ma dovrei pagare io? Pazienza, aspetteremo la sentenza che porrà la parola fine con lo stesso atteggiamento rispettoso della magistratura e fiducioso della giustizia che ci ha caratterizzato in diverse altre vicende di vita. Anche se sul banco dei chiamati a rispondere non ci sono il governo che finanziò l’opera e l’amministrazione successiva che quei soldi li spese, sanando il tutto con la leggina…”

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