discarica

Alla fine la Regione si è mossa, senza attendere la decisione di Virginia Raggi sulle aree destinate a una discarica di servizio. Prima ha incalzato il sindaco di Roma sostenendo che era in difficoltà con la gestione dei rifiuti per il suo immobilismo, poi però la soluzione l’ha trovata. Due discariche, nel Lazio, dove conferire i rifiuti. Tra queste anche quella di Crepacuore, a Civitavecchia.

Nella determina G07509 dell’11 giugno scorso, firmata dal direttore Flaminia Tosini, la Regione spiega infatti che “i lavori in corso presso la discarica di Crepacuore in Civitavecchia renderanno disponibili volumetrie nei primi giorni del mese di luglio 2018 che saranno pari al termine dei lavori di circa 160.000 mc nei lotti 2 e 3 in quanto parte delle volumetrie sarà utilizzata per la regolarizzazione di Fosso Crepacuore 2”. Per questo sito non sono indicati i Comuni che possono conferire, quindi può ricevere sia da Roma che dalla provincia di Latina, risolvendo (si fa per dire, una annosa questione). Una doccia fredda per il sindaco di Civitavecchia, Cozzolino, che era stato più volte rassicurato dall’assessore Pd Valeriani, sul fatto che il conferimento sarebbe stato limitato a 18mila tonnellate e per un periodo relativo.

“Devo purtroppo prendere atto che alle parole e alle rassicurazioni dell’assessore regionale Valeriani – ha scritto in una nota il sindaco Cozzolino – circa la discarica di Civitavecchia, sono seguiti fatti che vanno nella direzione esattamente opposta a quanto dichiarato. E tutto ciò nonostante al tavolo interistituzionale fossero presenti vari politici, di vari territori e di vari colori politici, che purtroppo si sono visti prendere in giro su un tema così importante quale quello dei rifiuti. L’assessore regionale aveva assicurato che il conferimento sarebbe stato limitato a 18.000 tonnellate e sarebbe durato 4 mesi. Nelle determine regionali pubblicate nei giorni seguenti invece il nuovo invaso viene autorizzato per 4 anni e con conferimenti fino all’esaurimento dell’invaso stesso per un totale di circa 165.000 tonnellate. Non sono esplicitati i Comuni che potranno conferire, aspetto che porta alla naturale conclusione che tutto l’ambito della Provincia di Roma e quello di Latina sarà autorizzato a portare i rifiuti a Civitavecchia, contrariamente a quanto statuito dall’Aia del 2010 (dove erano autorizzati solo i Comuni di Civitavecchia, Tolfa e Allumiere) che viene addirittura prolungata fino al 2022. Ciliegina sulla torta la tariffa d’accesso al nuovo impianto, assolutamente spropositata per una discarica senza sistema di trattamento (TMB). Chiederò a breve una nuova convocazione del tavolo interistituzionale”.

La Regione nella determina sottolinea anche come con questa decisione avrebbe ottemperato alla sentenza del Tar che imponeva di trovare una discarica di servizio all’interno del territorio laziale nella quale la società Rida Ambiente di Aprilia potesse conferire gli scarti di lavorazione. Rida si era rivolta al Tar proprio per avere una discarica di servizio vicina. Ora l’avrebbe ottenuta, ma nella discarica di Civitavecchia la tariffa è stata raddoppiata e la società di Aprilia andrebbe a pagare nel Lazio, paradossalmente, di più di quanto paga fuori regione. Una vera e propria beffa e non si tratta di pochi centesimi. Nonostante i 450 chilometri in più per raggiungere la prima discarica disponibile fuori regione, Rida infatti paga ora 20 euro in meno di quello che pagherebbe, con le nuove tariffe, nella discarica di Crepacuore, che è di proprietà di Valter Lozza.